L’importante ruolo dell’educatore nello sport

di Salvatore Rustici

Sarebbe fantastico se tutte le federazioni ed enti di promozione sportiva inserissero nei programmi di formazione dei tecnici molti moduli riferiti a Psicologia, Psicomotricità, Pedagogia, Comunicazione,  aumentando notevolmente le competenze degli allenatori che capirebbero  in modo profondo le dinamiche che portano all’abbandono sportivo e l’eccessiva specializzazione precoce in età giovanile enfatizzando  un agonismo snaturato ed esasperato.

Questo tipo di formazione è rivolto anche ai genitori ed ai dirigenti, che avranno la possibilità di  condividere lo stesso pensiero per una nuova idea di approccio formativo verso lo sport e verso i giovani praticanti.

Avere lo stesso modo di pensare rivolto al benessere psicofisico dei giovani praticanti lo sport, contribuirà a sviluppare nel tempo  una nuova cultura sportiva.

Tutto ciò si potrà sviluppare proponendo una formazione continua rivolta anche a genitori e dirigenti.

Spesso si parla di abbandono precoce dello sport, infatti i giovani sempre più spesso  abbandonano definitivamente lo sport prima dei 12 anni.

Questo precoce abbandono è sicuramente dovuto alla mancanza di divertimento nella pratica.

Il bambino moderno, vive in un contesto totalmente diverso dal bambino di qualche tempo fa, ora il bambino è continuamente bombardato di informazioni di ogni genere, e passa la maggior parte del suo tempo seduto a svolgere attività virtuali ed intellettuali, ha la giornata piena di impegni ben strutturati, e non ha tempo da dedicare al gioco libero utilizzando la parte creativa e la fantasia.

Tutte queste situazioni rendono il bambino moderno bisognoso di svolgere attività motoria non strutturata, ma libera da poter sperimentare il proprio potenziale senza nessuno che debba giudicarlo per la propria prestazione, ma, un gioco libero che gli consenta di crescere insieme ad altri bambini sotto la guida e l’accompagnamento di un valido e preparato istruttore-educatore, che abbia allo stesso tempo un rapporto diretto con le famiglie e gli insegnanti scolastici.

Con una nuova visione di sport, dove gli insegnanti ben preparati e motivati con valori etici profondi nel rispetto della persona , in collaborazione con dirigenti e familiari che mantengano un dialogo con la scuola, il rischio di abbandono precoce si ridurrebbe drasticamente ,aiutando e  lasciando crescere i figli felici ed autonomi a scegliere di  diventare anche campioni sportivi.

Come dicevamo prima, la mancanza di divertimento e gioia di praticare il proprio sport porta inesorabilmente all’abbandono, ma quale sono i punti salienti di tutto ciò:

  • allenamenti eccessivamente tecnici scientifici e ripetitivi.
  • Agonismo basato solo ed esclusivamente sulla vittoria.
  • Società sportive con metodi eccessivamente oppressivi.
  • Aspettative e stimoli esasperati che portano alla paura di perdere.etc.etc.

Queste sono solo alcune problematiche che avvengono nello svolgimento di semplici attività sportive, che in certe fasce di età dovrebbero essere ludiche.

L’allenatore ed i genitori dovrebbero porsi delle domande per cambiare profondamente il pensiero riferito allo sport e all’educazione che dovrebbe partire dal concetto riferito al rispetto del giovane, lasciandogli la possibilità di sperimentare e sbagliare per poter poi crescere con i valori che lo sport dovrebbe trasmettere, e non indirizzare le proprie aspettative verso il ragazzo, programmandogli un futuro non suo…riflettete!!!

Fonte: Il Maestro di Sport- Barbara Rossi – Floriano Marziali

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