Altri problemi all’Adria Tour: Nole, Coric e Troicki “siamo positivi al covid”

Di Alessandro Perrone  e Elena Montin

L’Adria Tour, che sarebbe dovuto essere l’inizio del rientro del grande tennis, sta portando sfortuna ai suoi partecipanti.

Qualcuno, sui social, ironizzando ma neanche troppo, lo ha già ribattezzato Corona Tour.

Dopo Grigor Dimitrov, anche il croato Borna Coric è risultato positivo al Covid-19. Lo ha reso noto direttamente il 23enne di Zagabria, che a Zara aveva tra l’altro giocato proprio contro Dimitrov: «”Ciao a tutti, voglio informarvi che sono risultato positivo al coronavirus – ha scritto il 23enne croato, numero 33 del mondo – voglio dire a tutti quelli venuti in contatto con me negli ultimi giorni di farsi il test. Sono davvero dispiaciuto per i problemi che posso aver causato. Io sto

bene e non ho sintomi. State al sicuro e in salute. Vi voglio bene”.

E in serata è arrivata anche la notizia della positività di Viktor Troicki e, secondo i media serbi anche della moglie che aspetta un bambino.

Annullata la finale dell’Adria Tour per la positività di Dimitrov. Ma adesso c’è preoccupazione per gli altri tennisti e tutte le persone che gli sono state intorno negli ultimi giorni. Risultato positivo anche l’allenatore di Djokovic. A far discutere, in particolare, la festa organizzata in una discoteca di Belgrado con tanti campioni del tennis e dello sport senza rispettare il distanziamento.

Dopo la positività di Dimitrov, gli organizzatori del torneo hanno sottoposto 22 persone che hano avuto contatti con i giocatori, a tampone: 19 sono risultate negative. Oltre a Coric, gli altri positivi sono il preparatore di Djokovic, l’italiano Marco Panichi, e il coach di Dimitrov, Kristijan Groh. “Tutti e tre rimarranno in isolamento a Zara e seguiranno le istruzioni delle autorità – hanno fatto sapere gli organizzatori -. Faranno un nuovo test tra cinque giorni: se sarà negativo, torneranno a casa, altrimenti verranno prese altre decisioni”. Gli altri giocatori testati e risultati negativi sono stati autorizzati a tornare a casa, ma è stato detto loro di mettersi in auto isolamento.

Intanto Andrey Rublev, il numero 14 del mondo che avrebbe dovuto affrontare Djokovic nella finale dell’Adria Tour, ha annunciato sul suoi account Twitter di volersi mettere volontariamente in quarantena per le prossime due settimane: “Quello che succede nel mondo è una nostra responsabilità e questo è un problema globale che riguarda tutti noi. Dobbiamo aiutare tutti a ridurre la diffusione del virus. Per questo motivo ho deciso di mettermi in isolamento per i prossimi 14 giorni” ha scritto il russo sul suo profilo Twitter.

Rublev è tra i 22 testati a Zara dopo la positività di Dimitrov: visto che è risultato negativo, le autorità gli hanno concesso di fare ritorno a casa.

Negativi anche Cilic e Zverev, presenti a Zara, come confermato dai post sui social. Entrambi, come Rublev, saranno in autoisolamento per due settimane.

La situazione è comunque ancora pesante, in particolare per la festa in discoteca organizzata a Belgrado e in cui varie star del tennis e dello sport vi hanno partecipato senza rispettare le indicazioni sul distanziamento fisico.

 

 

 

Djokovic, intanto, avrebbe fatto ritorno a Belgrado da Zara per sottoporsi subito al test per se e per la sua famiglia.

Notizia dell’ultima ora: Novak Djokovic è positivo al coronavirus.  L’annuncio da parte del numero 1 del mondo è arrivato tramite un comunicato. Positiva anche la moglie Jelena, negativi i figli del campione serbo, contagiato nella tappa di Zara dell’Adria Tour.

Questo il comunicato di Novak Djokovic: “Nel momento in cui siamo arrivati a Belgrado ci siamo sottoposti al tampone – si legge -. Il mio risultato, così come quello di Jelena, è positivo. I nostri bimbi invece sono negativi. Tutto quello che abbiamo fatto nell’ultimo mese è stato fatto con passione e con buone intenzioni. Il nostro torneo era stato ideato per unire e per inviare un messaggio di solidarietà e compassione a tutta la regione. Il Tour è stato ideato per cercare di aiutare i giocatori del Sud Est Europa a ritrovare competitività nel tennis dopo lo stop imposto dal Covid-19. E’ nato come un’idea benefica, diretta a raccogliere fondi per le persone più bisognose e ha avuto una risposta favolosa da parte del pubblico. Abbiamo organizzato il torneo nel momento in cui il virus era in fase calante e credevamo che le condizioni per giocare fossero stato raggiunte. Sfortunatamente il virus è ancora presente e la nuova realtà è che stiamo ancora imparando a conviverci. Spero che tutto si risolva con il tempo e che potremo riprendere normalmente le nostre vite. Mi scuso vivamente per ogni singolo caso di contagio. Spero che questo non complichi la salute di nessuno e che tutti stiano bene. Resterò in autoisolamento per 14 giorni e ripeterò il test fra 5 giorni”.

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