Le pagelle degli Australian Open 2018

di Alessandro Perrone

Come ogni blog che si rispetti, anche noi vogliamo dare le nostre pagelle.

Iniziamo?

10  – Roger the King Federer. Cosa si puo’ dire di piu’ di questo immenso giocatore? Ha difeso il titolo vinto l’anno scorso, gioca come nessuno nel circuito, e’ al suo 6 successo nella competizione australiana, il suo 20esimo SLAM in carriera. Giocatore dalla classe sopraffina, sembra vivere una seconda giovinezza tennistica. Fisicamente sta bene, la famiglia e i figli, anche se sicuramente non lo faranno dormire tanto, gli danno quella tranquillità che poi trasmette al suo immenso braccio. Ogni colpo sembra possibile per lui. Continua a dare spettacolo sempre ad ogni incontro. La finale e’ stata ben giocata dal punto di vista tattico, Cilic ha dato tutto quello che aveva in corpo, ma alla fine l’highlander del tennis ha vinto.

9   – Lorenzo Sonny Sonego. Bisogna togliersi il cappello davanti alla prestazione offerta  dall’azzurro. E’ arrivato in sordina in questo torneo dopo una ottima annata che gli ha permesso di avere i punti per giocare le quali, poi piano piano ha cominciato a carburare, e dopo tre turni di qualificazione, dopo aver sconfitto Tomic (ex top 20 ATP), si sono aperte le porte del tabellone principale. Prima Partecipazione a uno SLAM, e conquistato il tabellone principale. Ma non pago di questo ottimo risultato eccolo sconfiggere Robin Haase (ex 33 della classifica ATP)  in 4 set, prima di arrendersi al talentuoso giocatore francese Richard Gasquet. Se il buongiorno si vede dal mattino, vedremo questo giocatore crescere e darci tante altre soddisfazioni

8   – Marin Cilic. Eterno secondo nei confronti dell’elvetico. Tutti si aspettavano una partita non all’altezza della manifestazione (come quella della finale di Wimbledon 2017), invece hanno combattuto fino al quinto set, dove purtroppo il Croato non aveva piu’ energie fisiche, ma soprattutto mentali, da spendere.

7   – Andreas Andy Seppi. L’aria australiana fa sempre bene al tennista altoatesino, dopo aver vinto nelle settimane precedenti il torneo di Camberra, si presenta al torneo in buona forma. Quando si sente bene, ed è in fiducia, è un piacere vederlo giocare e vincere. Di piu’ non si poteva chiedere, arriva agli ottavi di finale battendo al terzo turno il gigante Karlovic in una maratona che termina 9-7 al quinto set. Contro l’inglese Edmund forse avrebbe potuto sfuttare meglio il vantaggio iniziale di un set e un break nel secondo, ma dobbiamo ammettere che da quel momento in poi la partita ha cambiato verso, con l’inglese che non sbagliava niente e tutto gli entrava in campo.

6  – Hyeon Chung. Da questo giovane coreano, dopo aver vinto il torneo “NextGen” di Milano, ci si aspettava molto in questo torneo, e non ha deluso le aspettative. Classe 95, di scuola “bolletteriana” ha raggiunto la semifinale, per poi ritirarsi in seguito a vesciche dietro la pianta del piede destro. Il giovane coreano ha subito una gogna mediatica per aver scelto la via del ritiro durante la semifinale giocata con Federer, ma, prima di quella partita, ciò che era stato in grado di compiere gli vale un più che sufficiente voto in queste pagelle. Il ragazzo fa dalla sua una solidità mentale tipicamente asiatica e della struttura fisica impressionante  le sue armi durante i match. Gli avversari devono fare il punto due o a volte anche tre volte per poter guadagnare un quindici. In ogni scambio il tennista coreano si fa trovare sempre sulla traiettoria della palla, e risponde colpo su colpo. Nessun colpo particolarmente impressionante, con un rovescio che però svetta sul resto, ma una completezza da fondo campo che, fusa ad una notevole intelligenza tattica, gli permette di vincere scambi ancor prima di averli iniziati. Batte Zverev, Djokovic e Sandgren prima di arrendersi alle vesciche. 

5  – Gregor Dimitrov. Era accreditato dagli scommettitori e dagli intenditori come il possibile vincitore del torneo, o almeno finalista, invece ha deluso le aspettative. Dopo la vittoria al Master di Londra, parte in sordina, sembra quasi non voler giocare a tennis, fino alla partita con Kyrgios, dove sembra essere una altra persona, il giocatore che tutti conosciamo. Peccato che dopo una prestazione eccelsa, ritorna il “vecchio” giocatore dei primi turni contro Edmund nei quarti di finale. Troppi regali contro il francese, che ne ha approfittato portando a casa l’incontro.  Il talento c’e’, la voglia di vincere uno SLAM ancora no, le qualità per essere un giocatore di altissimo livello, subito sotto i due intoccabili, ci sono, e la bellezza dei suoi gesti non fa altro che aumentarne l’attrazione.

4  – Aleksander Zverev. Dopo uno splendido anno passato, che lo ha portato ad essere il numero 3 del seeding, ci si aspettava molto di piu’ dallo zar tedesco. Dopo le vittorie nei master 1000 si credeva potesse fare il passo in avanti per vincere uno Slam. Invece lo ritroviamo fermo al palo di un impietoso 6-0 al 5° set di un secondo turno. Con l’aggravante  che a dargli il punteggio impietoso è stato praticamente un coetaneo, anche se di grande talento come lui. E’ giovane, ha tutto il tempo per rifarsi. Prima o poi si sbloccherà ma intanto la grande delusione di questi Australian Open non può che essere lui. Vedremo il futuro cosa riserverà a questo giocatore.

3  – Fabio Fogna Fognini. Gli ottavi di finale  sono sicuramente un ottimo risultato per qualsiasi giocatore, ma guardando il talento del nostro portacolori, onestamente, ci sta stretto.  La sconfitta con Berdich ci puo’ stare, il tennista ceco quando gioca bene e’ a livello dei primi del mondo, ma non può aggrapparsi sempre al suo talento nei momenti decisivi per portare a casa l’incontro.

2  – Rafa Nadal. Tutti si aspettavano una rivincita della finale dell’anno scorso, ma purtroppo il cammino del maiorchino si e’ concluso nei quarti contro la sfortuna di un dolore muscolare quando stava giocando il quinto set del suo incontro contro il croato Marin Cilic. Un dolore lancinante alla gamba destra, una lunga storia di infortuni muscolari e il vano tentativo di stringere i denti pur di rimanere in campo. Si conclude così l’esperienza dell’iberico agli Australian Open. In conferenza stampa  non sono mancate le critiche del giocatore di Maiorca verso l’organizzazione: “Chi gestisce l’Atp World Tour dovrebbe riflettere su quello che sta accadendo e sulla salute dei tennisti. Se continuiamo a giocare su queste superfici così dure non so che cosa ci potrà riservare il resto della vita quando smetteremo di essere tennisti.”

1  – Nole Djokovich. Era il primo vero torneo dopo il lungo stop per problemi al gomito per il giocatore serbo, poi ha incontrato un Chung nella sua giornata piu’ splendica, non possiamo biasimarlo per la sua sconfitta. Un muro di gomma, il coreano respinge qualsiasi cosa oltrepassi la rete, costringe il giocatore serbo a fare gli straordinari per fare un quindici. Il primo Slam e’ passato, e non si vede ancora il Nole che faceva paura a tutti per solidità fisica, tecnica e tattica. Speriamo che torni presto in forma nel circuito, il tennis ha ancora bisogno di lui.

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Un pensiero riguardo “Le pagelle degli Australian Open 2018

  1. Paolo ha detto:

    Un po duro con ciò che resta dei fab tour. Sopratutto con nole che ha si perso presto ma con Cheung che merita,comunque un otto.

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