Minitennis… il nuovo “drago” buono?

di Donato Campagnoli

In una foto ormai iconica del libro “Open”, Andre Agassi sta per effettuare un diritto alla fantomatica età di…7 anni!

Capelli a caschetto biondi – anche se l’immagine è in verità in bianco e nero – la presenza dei capelli del “flipper americano” non è il dettaglio più sconvolgente.

Andre è infatti immortalato mentre impugna una racchetta di lunghezza spropositata.

Molti di voi obietteranno: – “E allora!!??”

Questo non ha certo impedito ad Agassi di diventare un campione.

Ma, nei metodi Machiavellici del padre, inventore della macchina “drago-sparapalle” nessuno ha mai visto un esempio da seguire, anzi…

Il MINITENNIS persegue l’obiettivo di aumentare progressivamente le competenze dell’allievo, rispettando l’equilibrio della crescita del bambino.

Mentre tutti cercano di bruciare le tappe, cercando di usare prima possibile la racchetta lunga, le palle “standard”, la rete alta e il campo “normale”, il Minitennis va contro la prassi per trasmette a tutti gli attori di questo sport, in primis i Genitori, un messaggio banale, ma molto importante: “se vuoi imparare a giocare bene a tennis, meglio rallentare”.

Se impari secondo i tuoi tempi, ti gusti il percorso e lo fai in modo progressivo… e se vuoi diventare un Giocatore di Tennis puoi farlo, perché sei costantemente allineato nel trinomio Persona-Atleta-Giocatore.

Colgo l’occasione di avere figli giocatori per accompagnarli ai loro tornei…

Per l’occasione mii capita di parlare con i genitori e gli Insegnanti presenti, per lo più di ascoltare le loro conversazioni.

Stando alle loro parole, il Minitennis sembra essere una fase molto veloce, terminata all’età di 10 anni, in ogni caso trascurata e inesistente nei suoi valori formativi durante l’adolescenza.

Preferisco non avventurarmi in discussioni che mi vedrebbero sostenere una posizione quasi al limite dell’eretico.

Il Minitennis è un percorso a tappe che di solito inizia dai 4-5 anni di età co bambini principianti fino a circa 8 anni. Ma nulla toglie che la palla RED possa essere utilizzata anche nelle fasi successive del percorso se gli Allievi hanno la necessità di imparare da zero una determinata abilità.

Ancora oggi vado a conferenze sia in Europa che nel resto del mondo e le domande non sono molto diverse da quelle che i Genitori fanno ai tornei:

– Quando passare alla palla standard?
La risposta è semplice: si può passare alla palla YELLOW, quando le competenze della fase GREEN sono state

completamente acquisite.
Così come alla palla ORANGE, se l’Allievo possiede tutte le competenze della fase RED. Allo stesso modo si procede nel passaggio dalla ORANGE alla GREEN.

Il bello del Minitennis è che il bambino utilizza la partita come esperienza formativa e le sedute sportive, più comunemente chiamate lezioni, come opportunità per aumentare la propria autostima accrescendo il bagaglio delle proprie competenze.

Il vero valore aggiunto è poter giocare con palle diverse perché così facendo il Giocatore può trovare nuove soluzioni tattico-strategiche e adattare la propria tecnica in funzione del compito.

In questo modo, l’Insegnante dovrebbe dare un numero limitato di feedback grazie a programmi didattici ben strutturati che stimolino la scoperta guidata dell’Allievo.

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Un pensiero riguardo “Minitennis… il nuovo “drago” buono?

  1. Alessandro ha detto:

    Bellissimo articolo, molto chiaro. E’ un argomento molto interessante. Non vedo l’ora di leggere il prossimo articolo.

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