Rientra in fisiologia ……. per eccellere

di Salvatore Rustici

Ogni atleta è ben consapevole del delicato equilibrio che esiste nell’unione corpo mente, ogni reazione o cambiamento di pensiero porta inesorabilmente ad una modificazione posturale .

Infatti una persona ansiosa e tesa mentalmente in un turbine di pensieri contrastanti, trasferisce questo stato mentale in contrazione muscolare.

Quindi ogni cambiamento di una certa durata,  porta  a modificare la nostra fisiologia; ad esempio se vivo in uno stato di paura o di tensione continua per molte volte al giorno, il mio organismo trova vantaggioso  mantenere il battito cardiaco alto, anziché tornare nella giusta fisiologia.

Tutto ciò vale anche per quanto riguarda il tipo di respirazione che si modifica ed esce fuori fisiologia, anche questo processo avviene quando lo stress è prolungato.

Durante la paura, la respirazione avviene con l’espansione del torace per aumentare l’ossigeno ai muscoli e al cervello.

Nel ripetersi nel tempo questi fenomeni stressanti portano l’organismo a vivere e ad attivarsi in modo eccessivo verso un ambiente ostile, alternando completamente la fisiologia respiratoria, passando quasi totalmente a quella toracica.

Questa dinamica porta ad implicazioni svantaggiose sia fisicamente che mentalmente.

Un diaframma bloccato vuol significare a livello biomeccanico ad aumentare le curve della lordosi cervicale che lombare, portando inevitabilmente a modificare la postura irrigidendo tutta la muscolatura.

Questo processo porta a sicuri dolori della cervicale e della schiena, portando un disagio posturale e di confort fisico, peggiorando nello stesso tempo il dialogo interno, abbassando notevolmente l’autostima con tutte le conseguenze connesse allo stato.

Pensiamo quindi, che questo tipo di dinamiche portano a notevoli abbassamenti prestazionali.

In questo stato anche il tennista trova grosse difficoltà, in quanto il tocco delicato e la sensibilità dell’impatto oltre alla percezione può provocare effetti devastanti.

Quando i muscoli si trovano in una condizione di rilassamento, tanto più veloce e precisa sarà l’esecuzione del gesto tecnico; l’atleta che non controlla i pensieri negativi e ansiogeni si troverà fuori fisiologia sia muscolare che respiratoria.

L’unica soluzione possibile a questo stato è la consapevolezza totale( corpo, pensieri, emozioni, respiro), allo scopo di ritornare con le giuste tecniche e strategie ad un equilibrio fisiologico totale.

L’atleta dovrà imparare ad affrontare la situazione depotenziante ed intervenire  consapevolmente per ribaltare in tempi brevi lo stato depotenziante, utilizzando le tecniche apprese dal proprio Mental Coach, allo scopo di regolare la respirazione , la regolazione tonica sia fasica che di base, migliorando l’aspetto posturale e quindi una giusta fisiologia generale che porti lo stato a potenziante.

Una buona preparazione mentale porta a superare con facilità queste dinamiche viziose, io personalmente come Mental Coach Professionista di molti campioni e giovani atleti, organizzo protocolli specifici di preparazione mentale allo scopo di superare queste problematiche, utilizzando con successo anche il servizio via Skype in tutto il territorio nazionale.

Grazie per l’attenzione….al prossimo articolo.

“ usate qualsiasi cosa per sviluppare la sicurezza in voi stessi “

KEVIN KEEGAN

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