Noi abbiamo Roma, ma gli altri che hanno?

di Alessandro Perrone

La settimana scorsa, mentre con il coach Fabrizio si andava a vedere le semifinali del torneo challenger di Bergamo (3 italiani in semifinale, Lorenzo Sonego, Matteo Berrettini e Stefano Napolitano) con la certezza che almeno un italiano sarebbe arrivato in finale al torneo, si parlava della situazione dei tornei maggiori del tennis, Master 1000-500-250.

Come siamo messi?

E’ importante avere dei tornei “top” per il movimento tennistico, per creare dei campioni o solamente dei buoni giocatori da primi 100 ATP?

Questa idea mi e’ rimasta in testa per tutto il viaggio, e ora, con calma provo a cercare su internet ed ad analizzare i dati.

 

Paese Numero Categoria
Italia 1 1000
Francia 4 250
Francia 1 1000
Francia 1 SLAM
Spagna 1 1000
Spagna 1 500
Spagna 1 250
Germania 2 500
Germania 2 250
Gran Bretagna 1 SLAM
Gran Bretagna 1 500
Gran Bretagna 1 250
Svizzera 1 500
Svizzera 2 250

 

Ricapitolando

Francia 6
Germania 4
Gran Bretagna 3
Italia 1
Spagna 3
Svizzera 3

 

I numeri non mentono mai!!! La Francia ne ha 6? Si’, ma noi abbiamo Roma!!! La Germania ne ha 4? Si’ ma noi abbiamo Roma!!

Non voglio fare polemica, in Italia ci sono fior fiore di circoli che potrebbero organizzare dei tornei master 250 (per i 500 ci vuole un iter un po’ piu’ lungo) che nulla hanno a che invidiare agli altri europei o mondiali.

Abbiamo tanti challenger (anche se il numero e’ notevolmente diminuito in questi anni), tanti futures che pero’ sono solo il trampolino di lancio dei giocatori, per permettergli di guadagnare quei pochi punti che poi, messi insieme, fanno fare il primo salto di qualità al giocatore novizio.

Con i challenger e i futures si fa poca strada nel mondo del tennis professionistico, sia in termini di punti che sotto l’aspetto monetario.

I tornei 250 fanno la differenza, gli altri paesi usano questi tornei per dare le wild card ai propri giocatori per dargli la possibilità di farsi vedere, di giocare dei match importanti. Nei master 250, ad esempio chi si qualifica prende gia’ 12 punti, che se il giocatore e’ fra i 200-300 del mondo, gli permette di fare un balzo in avanti in classifica non indifferente. E parliamo solo dei punti, Inoltre anche il price-money e’ piu’ elevato rispetto rispetto ai tornei di categoria inferiore. E se capita che, con un pizzico di fortuna e bravura, si riesce ad andare avanti nel tabellone, allora in breve tempo si possono scalare classifica.

Abbiamo parlato dei giocatori, ma vogliamo parlare di chi gestisce il tennis?

Non voglio fare polemica, voglio solo dare delle cifre che ho trovato nel sito federtennis, cioè il bilancio preventivo 2017, ultimo ufficiale anche se non approvato.

 

Il valore che balza agli occhi e’ quello relativo ai Ricavi stimati 2017: Euro: 31.800.000

Altri valori di contorno

Fornitura di palline: 80.000 Euro (e in molti tornei, specialmente i rodeo, le società devono procurarsele da soli per lo svolgimento delle manifestazioni)

Forniture di materiali vestiari: 50.000 Euro (e dove vanno questi vestiari? Gli insegnanti di tennis, ad esempio,  li pagano abbondantemente nella quota di iscrizione annuale, per non parlare della classe arbitrale)

Fornitura di materiali da premiazione: 30.000 Euro (e in molti tornei, specialmente i rodeo, le società devono procurarsele da soli per lo svolgimento delle manifestazioni)

Royalties sulla vendita di palline da tennis: 180.000 Euro (adesso capisco perche’ le società devono comprarsele per fare le manifestazioni)

Ricavi da Sponsor vari: 1.000.000 Euro.

 

Posso fare una sola domanda? Questi soldi dove vanno a finire? Vengono investiti per il bene e la crescita del movimento tennistico italiano?

Gli altri paesi lo fanno, e i risultati si vedono!!!

Da quanto non vediamo un nostro giocatore tra i primi 10 del mondo?

Gia’…. Ma noi abbiamo Roma

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