US Open 2020: Thiem vince su Zverev! Ma fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza

di Alessandro Perrone

Si e’ conclusa la kermesse americana degli US Open, con una certezza: Nole dovra’ ancora aspettare un anno prima di vincere ancora questo SLAM.

A onor di cronaca, questo SLAM americano lo ha vinto il 27enne austriaco Thiem con una rimonta epica: mai successo finora nell’era Open che un giocatore ribaltasse uno 0-2 nella finale di Flushing Meadows. Thiem ha sconfitto il tedesco Zverev 2-6, 4-6, 6-4, 6-3, 7-6 in quattro ore di gioco, chiudendo al terzo match point del tie-break. È il 150° campione Slam.

Per Thiem, che ha 27 anni ed è il numero 3 al mondo della classifica ATP, è la prima vittoria in un torneo del “Grande Slam”.

Slam strano, in un periodo molto strano, caratterizzato dalla paura per il virus Covid che sta flaggellando il mondo.

Mi scuso per la citazione de “il 5 maggio” di Alessandro Manzoni, che non era riferita alla finale, benche’ strana, come si e’ evoluta nel tempo, ma del torneo in generale: il tennis e’ uno sport difficile, uno alla fine vince, ma un torneo senza molti partecipanti autorevoli, senza pubblico, con la paura e la fobia di toccare le persone, avicinarsi a loro, girare con la mascherina, essere scortati fino in albergo, non poter parlare con i tifosi, si puo’ considerare un “torneo” . Magari non sarebbe stato il caso di sospenderlo come hanno fatto gli organizzatori di Wimbledon?

Il mondo gira intorno ai soldi; il mondo e’ uno show, e, come si dice nel mondo dello spettacolo “lo show deve sempre continuare”

Sara’ uno SLAM ricordato da vari eventi: dalla rinuncia di Nadal, Kirgyos, alla assenza di Federer (ancora convalescente dopo l’operazione), alla espulsione del serbo Djokovic, reo di aver colpito un guardalinee (involontariamente), alla assenza di pubblico, al tutto blindato.

 

La partita

La partenza è tutta tutta appannaggio di Zverev, che nel terzo game piazza subito il break. Il tedesco è bravo a difendere il proprio turno di battuta e a strappare nuovamente il servizio all’avversario nel settimo game. Thiem fatica a entrare davvero in partita e cede il primo set con un netto 6-1 a uno scatenato Zverev, che dimostra di non accusare in alcun modo l’emozione per la prima finale di un torneo del Grande Slam della propria carriera.

La musica non cambia in apertura di secondo set. E come nel primo, Zverev infila il break nel terzo game. Non sazio, il tedesco allunga fino al 5-1, approfittando di un Thiem mai così falloso nel corso del torneo. Con le spalle al muro, l’austriaco reagisce e mette paura al numero 5 del tabellone accorciando fino al 5-4. Ma Zverev non trema e, nonostante il calo, si assicura anche il secondo set, che lo avvicina tremendamente alla corona di campione.

Il campione tedesco, come un rullo compressore, forte dei primi due set inti, preme sull’accelleratore e brekka il rivale al terzo game. Tutti hanno pensato che questo sarebbe stato lo SLAM del tedesco (prima finale in carriera a uno slam), ma, come capita tante volte anche nel tennis “la partita finisce solo dopo che l’arbitro ha pronunciato le fatidiche parole Game set Match”. Thiem non si lascia abbattere, non ci sta a perdere questa finale, ha ancora tanto da dare in termini di energie fisiche e mentali,  e risponde immediatamente con la solita moneta. Il numero tre del mondo prende fiducia nei suoi colpi e nel momento decisivo sfrutta un pessimo decimo game da parte di Zverev per chiudere la pratica terzo set sul 6-4 e per allungare così il match con il tedesco.

Se Thiem sale di colpi (specie quando tocca a lui servire), Zverev fa più fatica, sembra che le energie gli comincino a mancare, non riesce a mettere quel ritmo frenetico che ha messo in difficolta’ l’austriac.. E lo si vede benissimo in un quarto set dove il tedesco regge fino al 3-3, per poi subire il break nell’ottavo game. Thiem non si lascia sfuggire l’occasione, riacciuffando lo sfidante sul 2-2 nel conto dei set. Si va così al quinto, tutto da giocare,  con un austriaco in resilienza, e un tedesco che arranca e comincia a piegarsi sotto la regolarita’ e i colpi del suo aversario.

Si apre il set con il break da parte di un Thiem in gran spolvero. Zverev non ci sta e fa registrare il contro break. Entrambi i protagonisti sono provati dallo sforzo, sia fisico che mentale, ma non intendono cedere alla stanchezza. La pressione invece gioca un brutto scherzo a Zverev: il tedesco prima brekka il rivale nel settimo game e vede a un passo lo striscione del traguardo, ma poi butta via la chance con un pessimo turno di battuta. Thiem è ancora in vita e pareggia sul 5-5. Il vento ora è a favore dell’austriaco, che infligge un altro break a Zverev. Il classe ’93 serve per l’incontro, ma neppure lui riesce a mandare i titoli di coda al match, dato che l’avversario timbra i punti che valgono il 6-6.

Si decide tutto al tie-break, al quale Thiem arriva con degli evidenti problemi fisici. Ma nonostante questo il numero 2 del tabellone non molla e, favorito dagli errori di Zverev (due doppi falli), festeggia il suo primo successo in un torneo del Grande Slam.

Ma adesso basta parlare del tennis maschile, c’era anche quello femminile

La giapponese Naomi Osaka ha sconfitto, infatti,  in rimonta l’ex numero 1 al mondo, Victoria Azarenka, con il punteggio di 1-6, 6-3, 6-3 in meno di due ore di gioco. Per la 22enne si tratta del terzo Slam in carriera dopo il primo successo a Flushing Meadows nel 2018 e gli Australian Open del 2019.

Finita la stagione americana, ora inizia quelle europea sulla terra rossa. Vedremo cosa ci riservera’ il futuro.

Fu era gloria? Ai posteri l’ardua sentenza.

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