Wilson Blade 98cv, il classico che e’ sempre di moda

di Alessandro Perrone

Nella foto le due racchette “classiche” si sono fuse con un Apple Macintosh Classic, il perfetto connubio tra tennis e tecnologia, come e’ la filosofia del nostro Blog.

La racchetta

Oggi proviamo una racchetta che ha fatto il successo della Wilson negli anni, la Wilson Blade 98cv, racchetta usata da tanti professionisti (Raonic, Monfils, Goffin, la Pennetta vincitrice degli UsOpen…), ma anche di molti agonisti di casa nostra e amanti del tennis.

Ci sono varie versioni della serie “Blade” in commercio, sono le Blade 98 18×20, Blade 98 16×19 e Blade 104, resa celebre da Serena Williams.

Partiamo, come sempre, dall’estetica, La nuova Blade 16×19 Countervail riprende i concetti estetici già espressi con la gamma Pro Staff e che proprongono la vernice, bella, gommata per tutto il telaio, con gli inserti lucidi ai lati del piatto corde, un fascione colorato che è divenuto un benchmark i casa Wilson, per l’identificazione dei diversi modelli in base al colore. La Blade si identifica conil verde fluo, molto carico e luminoso, anche sotto la luce artificiale. Il tutto è impreziosito dalla finitira a laser su uno dei due steli, a creare la nomenclatura Blade in grigio, mentre l’altro stelo riporta il marchio Wilson, ma in verde fluo, sempre in finitura gommata. Al tatto è piacevolissima e trasuda qualità, ma anche agonismo, con l’estetica minimal e i dettagli netti. La struttura, il mold, è quello Blade che conosciamo bene, non ci sono cambiamenti, se non al’interno, dove è inserito il Countervail negli intrecci di grafite. Al manico, poi, ritroviamo il manico Wilson, il solito ed efficace, con il butt-cap rosso, e il tacco più pronunciato e bombato. Nessuna novità per il grip di serie, confermato l’ottimo Sublime Grip, sottile, leggero e sensibile. Il peso resta di 304 grammi, ma il comportamento dinamico ha subito una profonda rivisitazione con le nuove specifiche.

Blde98 – La Storia

Con la nuova Blade 98, la Wilson aggiorna un modello che è conosciuto per la sua qualità sin dal 2006. La Blade 98 di Wilson rappresenta ormai uno dei telai più utilizzati, non solo dagli appassionati, ma anche dai professionisti. Quando fu presentata per la prima volta al pubblico, in versione Nblade, riscosse subito un buon successo, ma l’esplosione di vendite vi fu con la versione Kfactor. Da allora la Blade rappresenta un’alternativa più facile alle racchette iper-agonisitche, senza sacrificare troppo in controllo e sensibilità, un telaio che consentiva, in maniera indolore, il passaggio sia da una Prestige che da una Pure Drive. Negli anni si sono susseguite molti aggiornamenti del telaio, N-code era la primogenita, poi Kfactor, Blx, Blx Amplifeel e oggi, semplicemente, Wilson Blade 98.

Scheda Tecnica

La racchetta usata nel test aveva queste misure:

Modello Racchetta Blade
Schema corde 16×19
Ovale Racchetta 98in²/632cm²
Profilo del telaio 21mm / 21mm / 21mm
Materiale della Racchetta Graphite
Peso della Racchetta 10.7oz / 303g (non incordata) 330g (incordata con overgrip)
Lunghezza Racchetta 27in / 68,5cm
Bilanciamento Racchetta 34,03cm / 1 pts HL
Limiti tensione raccomandati 50-60 pounds / 23-27kg
Profilo: 21.5 mm costante
Rigidità: 64 RA (non incordata) 62 incordata

 

I modelli usati sono stati accordati con Corde Luxilon element con tensione 22 una e 23 l’altra, con tensione uguale trasversalmente e longitudinalmente.

 

Blade 98 – La Tecnologia

La racchetta usa la tecnologia Countervail, che ottimizza il controllo, riduce la fatica muscolare e permette un recupero veloce. Questo sistema brevettato e utilizzato dall’industria aerospaziale integra un nuovo materiale con delle fibre integrate nel telaio per ridurre le vibrazioni della racchetta e farvi consumare meno energia ad ogni colpo.

Grazie inoltre alla tecnologia Parallel Drilling, questa racchetta questa racchetta è incentrata sull’assorbimento delle vibrazioni e la conversione in energia di spinta ad ogni colpo.

Il gioco

La racchetta e’ stata provata per un paio di settimana da una giocatrice di terza categoria con attitudine al gioco di rete, su superfici diverse (terra battuta nei campi di Carpenedolo con Coach Claudio Palazzo, e cemento), da una giocatrice di 2 categoria di buonissimo livello (con punti WTA per testare la sensazione del gioco di alto livello)  e dall’autore dell’articolo.

Personalmente sono abituato a giocare con racchette piu’ rigide (chi mi conosce sa che la mia racchetta e’ la Wilson Pro staff nera), ma devo ammettere che questa racchetta ha potenziali notevoli, i suoi 304 grammi si sentono e sprigionano tanta potenza non a scapito del controllo.

Si vede il lavoro della Wilson per renderla sempre migliore e usabile dal professionista come dal giocatore agonista. Ma anche il giocatore della domenica puo’ trarre giovamento dalla racchetta, che riesce a perdonare colpi non perfettamente centrati, e i risultati a rete sono molto soddisfacenti, anche se non si e’ predisposti a fare il gioco vicino alla rete di meta’ campo.

Proviamo ad analizzare i colpi, dopo aver giocato in due superfici diverse per varie ore.

Per quanto riguarda il servizio, la rigidità della racchetta si fa sentire, e nel servizio piatto la palla viaggia davvero veloce e precisa. Il servizio in Slice è ben assecondato, filante e basso, con ottimo controllo direzionale del colpo, e se la palla viene lanciata in maniera ottimale, si ottiene un ottimo servizio ad uscire con la palla che si alza ben poco da terra. Il kick non è allo stesso livello delle altre soluzioni, la palla esce sempre piuttosto tensa dal piatto e tende a non saltare molto, facendo quindi preferire gli altri due tipi di servizi. Ovviamente chi ha testato la racchetta sono giocatori di buon livello, non dei professionisti, il cui braccio e “tempo” dedicato al servizio in kik li hanno portati ad ottimizzare anche questo tipo di colpo. Ottimo lo slice, non troppo curvo, ma tremendamente basso e veloce, sempre preciso, sia in fase offensiva che difensiva.

A rete si rivela una racchetta perfetta, veloce, maneggevole, stabile, affidabile e piuttosto sensibile. Nella volèe piatta la palla esce in maniera equilibrata dal piatto, senza mai tendere a scappare e non ha necessità di taglio per il controllo. Adoperando il taglio, invece, la palla si allunga molto e si attacca al suolo, creando una grande soluzione offensiva a rete. Smash e colpi sopra la spalla sono anch’essi ottimi, carichi di potenza e di velocità. A rete, grazie al piatto corde esuberante, basta un piccolo tocco e un po’ di peso del corpo per pestare una volée piatta e piazzarla profonda.

Da fondocampo si apprezza il Blade-feeling, una sensazione di impatto unico che solo la Blade ha. Nel gioco da fondocampo è stabile, maneggevole, e consente facile accesso a ogni tipo di attacco con possibilità di ribaltare il gioco a proprio favore. Molta potenza, precisione e pesantezza di palla, assolutamente appagante dal fondo, specie per un gioco di pressione, impattando forte e deciso, a sfruttare la tanta stabilità del telaio, che non presenta segni di cedimento o cali di intensità. Dal fondo, in ogni caso, il telaio è sempre corposo e risponde con una bella verve e una riserva di potenza, che assicura il cambio di velocità, anche quando si sta un po’ lontani dalla riga.

Il back è su ottimi livelli, ma bisogna spingere sempre un po’, perché la traiettoria tende ad essere corta e bassa. Anche in questo frangente risulta piùttosto agonistica. Restituisce molta sensazione sul taglio dall’alto, ma vuole che il braccio accompagni fino alla fine e che controlli la traiettoria.

 

Conclusioni

La Blade 98 16×19 è una evoluzione agonistica del precedente modello. Esprime potenza solo se la riceve dal braccio, controlla molto bene e offre tanta sensibilità e più morbidezza rispetto al passato. Vibra meno ed è più solida, ma offre poco spin, solo il necessario per il controllo del colpo.

Racchetta adatta a tutti i tipi di gioco, ma si esalta con un gioco di attacco con il successivo colpo a rete. E’ un attrezzo molto versatile nel gioco, rigido, ma non troppo, che sa unire capacita’ di colpire e restituire palle veloci, al controllo del colpo.

I suoi 330 grammi di peso incordata sono estremamente maneggevoli e rendono questa racchetta una scelta efficace per ogni tennista che ama il gioco di scambi rapidi.

Il bilanciamento di 34,04 grammi consente una buona stabilità all’impatto con la pallina ma consente anche un buon controllo delle traiettorie.

Il particolare sistema di incordatura Parallel Drilling, dona maggiore ritorno di energia cinetica da impatto e potenza nei colpi.

Il profilo stretto regala a questo telaio un tocco ed una sensibiltà incredibile mentre il peso contenuto la rende molto maneggevole per colpi potenti e controllo in ogni parte del campo.

La comodità nel gioco è senza dubbio la qualità più evidente che offre questo modello. Più morbida rispetto alla versione precedente, trasmette comunque sensazioni di stabile rigidità che contraddistingue da sempre questa linea. Lo schema corde aperto 16×19 offre un ottimo mix di potenza, controllo e capacità di spin, consentendo facile gioco per i tennisti di ogni livello.

In definitiva, la Blade 16×19 Countervail è un telaio molto bello esticamente, che presenta una qualità costruttiva elevata e finiture di alto livello. Funziona benissimo e riprende le proporzioni delle Blade del passato, aggiungendo maggiore comfort di impatto, una maggiore morbidezza del piatto corde e una giocabilità appena migliorata, per garatire swing più facili. Il telaio è potente, stabile, cattivo e preciso, strizzando l’occhio agli agonisti che necessitano di un telaio senza lacune, che hanno braccio forte e che non hanno indecisioni nel loro tennis. La Blade ha pesonalità, molta anche, e lascia fare gioco pressante e pesante dal fondo, toccando anche bene la palla all’occorrenza. Una racchetta completa e appagante, La Blade, che, tradotto, significa “spada” ed, effettivamente lo è.

La Blade 98 è si riferisce soprattutto a coloro che sanno giocare di anticipo e che giocano sul ritmo, alla ricerca del vincente con un piede dentro al campo. La palla esce veloce e molto pulita dal piatto corde, sempre con una sensazione di controllo. Più si alza il ritmo e più il telaio soddisfa, i limiti sono davvero molto elevati e si può osare tranquillamente.

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