3 domande a …. Gipo Arbino

di Alessandro Perrone

 

Gian Piero ‘Gipo’ Arbino, è uno degli allenatori piu’ vincenti nel panorama del tennis italiano degli ultimi anni: il suo pupillo, Lorenzo Sonego, e’ riuscito ad entrare nei Top 30 dopo una lunga corsa durata pochi anni. Il merito e’ sicuramente del giocatore, del gladiatore italiano, ma una buonissima componente e’ il suo allenatore che ha usato tutta la sua esperienza di oltre 40 anni nel tennis per fare ottenere al giocatore torinese i suoi splendidi risultati.

Gipo ha cominciato a giocare a tennis tardi. A 18 anni, per merito di una ragazza che gliel’ha fatto provare un’estate, su un campo dell’oratorio di Rivalba, due passi da Sciolze, collina torinese. Si è entusiasmato e da autodidatta puro è arrivato fino alla Seconda Categoria. Giocatore di attacco,  andava a rete come un kamikaze.

Da giocatore, dopo una parentesi lavorativa lontano dai campi da tennis, e’ rientrato nell’ambiente tennistico come allenatore, prima al Green Park di Rivoli, cinque anni alle Pleiadi, da direttore tecnico, poi allo Sporting Stampa, il circolo storico dove prima crea il suo team e poi diventa direttore tecnico: 14 anni in tutto, poi all’Ace di Volvera e infine ancora al Green Park, dove nel 2014 si ferma e crea un nuovo team.

In tutta questa vita da tennis tanti allievi bravi: la Gagnor che arriva in semifinale alla Lambertenghi, Alberto Giraudo, con un gruzzolo di punti Atp che lo portano fino a n.495 del mondo. Allena anche Stefania Chieppa e Silvia Disderi, che arrivano intorno al n.300 Wta. Mancava la grande opera, la ciliegina sulla torta, che si chiama Sonego.

Uomo solare, sempre disponibile a parlare con i tifosi e gli appassionati di tennis, ha trasmesso questa voglia anche al suo allievo, Lorenzo.

Anche se Lorenzo e’ ancora giovane, l’effetto “Sonego” si sta vedendo tra le nuove giovani promesse. Vedi un “nuovo Lorenzo” nel panorama tennistico italiano?

Per quello che ha fatto Lorenzo, ho delle testimonianze sia a livello regionale, che nazionale, che internazionale:  ha dato uno stimolo incredibile sia ai piu’ piccoli, che sono stati stimolati da un italiano che non era cosi’ forte a livello giovanile, ma anche nei piu’ grandi che si sentivano oramai vecchi per dicerie e ideologie classiche e retrograde, hanno avuto stimolo per poter giocare e crederci anche se hanno gia’ 20 o piu’ anni. Questo e’ stato sicuramente il maggiore contributo che Lorenzo ha potuto fare con i suoi risultati.

L’evento che ti ha piu’ emozionato in questo anno straordinario di Lorenzo.

Sicuramente la semifinale di Roma dopo che Lorenzo ha battuto 2 top ten (primo turno con Monfils anche con i crampi sul 43 al terzo, che ha saputo gestire benissimo il momento, rischiando e portando a casa il match, poi secondo turno con Gianluca Mager, e infine le vittorie su Thiem e Rublev, prima di perdere in 3 set contro il numero 1 Nole).

Sei uno degli allenatori piu’ vincenti di questo periodo d’oro del tennis italiano. Puoi farci una analisi del 2021 di Lorenzo, e progetti speranze per il 2022?

Il 2021 e’ stato un anno eccezionale, pur con qualche scivolone, soprattutto negli SLAM, dove ha centrato l’obiettivo solo a Wimbledon: a Rolland Garros era morto, in Australia, dopo aver vinto i primi due set contro un giocatore come Lopez che fa in maniera egregia il serve & volley, ha perso al 5 set. Questa tipologia di giocatori creano problemi a Lorenzo, teme i giocatori che lo attaccano molto, specialmente in quell’inizio di anno, mentre adesso e’ migliorato tanto sia nella risposta che nel passante. Gli US Open e’ stato un torneo particolare, in cui io non ho portuto accompagnarlo, e questo non e’ stata una cosa favorevole a lui anche se c’erano sia Rianna che Volandri. Lorenzo ha preparato benissimo il torneo, per la prima volta non ha giocato nessun torneo prima, si e’ allenato 10 giorni sul posto, e questa cosa gli ha dato troppa pressione, lui ha bisogno di essere  libero e sereno, non era abituato ed e’ entrato il campo supercarico, forse troppo, e quando si e’ trovato l’avversario inaspettatamente cosi’ forte, si e’ intesito e purtroppo sul 76 52 gli sono venuti i crampi “nervosi” che non gli hanno permesso di gestire il secondo set e portarselo a casa, e’ stato frettoloso, come poi e’ stato negli altri 2 set. Sicuramente se ci fossi stato io lo avrei tranquillizzato e penso che almeno i primi due set li avremmo portati a casa: con due set sopra puoi rilassarti un po’ nel terzo ed eventualmente nel quarto, per poi dare il massimo nel quinto set.

Poi la vittoria a Cagliari nel ATP 250, e altri ottimi risultato che lo hanno portato al Top Ranking di essere 21 al mondo.

Mel 2022 cercheremo di fare frutto delle esperienze vissute. Gestendo un po’ meglio la settimana antecedente gli slam, probabilmente non faremo il doppio negli SLAM che portano via tante energie. Ma soprattutto ci sara’ l’obiettivo di avere una maggiore continuita’, e cercheremo di migliorare i colpi  che  non sono ancora al meglio, e di potenziare i suoi colpi fondamentali migliori che sono il servizio e il diritto. Il suo gioco dovra’ essere sempre piu’ aggressivo, piu’ rivolto all’attacco e a sviluppare un gioco vario che lo ha sempre contraddistinto rispetto a tutti gli altri italiani.

Vorrei sottolineare che Lorenzo e’ uno dei pochi che ha fatto risultati in tutte le superfici pur prediligendo la terra rossa,

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