3 domande a … Massimo D’Adamo

Massimo D’Adamo ha percorso tutte le fasi di una carriera di insegnante prima di base, come maestro di tennis, e poi di perfezionamento d’alto livello. E’ stato Direttore del Centro Tecnico del Foro Italico, Direttore Organizzativo del Centro Tecnico Federale di Riano Flaminio, responsabile under 18, selezionatore e capitano di numerose rappresentative nazionali, coach internazionale, formatore di giocatori di Coppa Davis e allenatore di tennisti in Giappone. Giornalista, autori di splendidi articoli sul mondo del tennis.

1)    Da buon estimatore del bel gioco, ti piace il tennis di oggi? Se dovessi fare un analisi tra il modo di giocare degli anni 80 e quello di oggi, cosa potresti dire?

Mi piace molto il tennis moderno. Un’amalgama tra il corri e tira troppo arido di tanti terraioli e il serve and volley troppo frammentato degli attaccanti puri. Quello attuale mi sembra un gioco più universale rispetto a quello di una volta ,poco influenzato dalle superfici così come avveniva negli anni ottanta.

2)    Se dovessi fare una classifica ideale tra i 5 giocatori che hai conosciuto e  che hanno lasciato una impronta indelebile nel panorama tennistico, chi sceglieresti?

Boris Becker, John McEnroe, Peter Sampras, André Agassi, Roger Federer

3)    Quanto conta, secondo te, nel tennis moderno, la componente tecnica, quella fisica e quella mentale?

La componente mentale è senz’altro la qualità più importante. Seguono a ruota quella fisica e quella tecnica. Aggiungerei la necessità di avere una buona lettura del gioco.

 

Alla prossima intervista

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