3 domande a .. Matteo Viola

di Alessandro Perrone

Matteo Viola (Venezia, 7 luglio 1987) è un tennista professionista dal 2004.

In carriera ha vinto tre tornei Challenger in singolare e cinque in doppio: attualmente ha il ranking ATP come numero  302. Nel 2013, la sua annata migliore,  ha avuto come best ranking il numero 118

Dotato di un rovescio a due mani “naturale” e molto efficace, negli anni ha migliorato gli altri colpi fondamentali del tennis di oggi, il servizio e il diritto.

 

Il torneo che ti ha emozionato di più?

Sicuramente gli Australian open del 2012 in cui sono riuscito a passare le qualificazioni, e’ stato un torneo speciale, perche’ al primo turno delle quali ero sotto 5-0 al terzo, 15-40 e battevo io, poi sono riuscito a venire fuori da quella partita. E poi le altre combattute partite, nella prima partita ho annullato 8 match point a Lajovic, nella seconda ho annullato 2 match point a Antonio Veic, e nella terza partita ho into con 7 break sotto contro Rik De Voest. Mi sono qualificato, ma ero esausto, e ho perso dopo due giorni con Giraldo.

Quanto conta, nel tuo tennis, la componente tecnica, quella fisica e quella mentale?

E’ abbastanza complicato dare una percentuale sulle componenti del tennis, sono tutti e tre molto importanti. Sicuramente l’aspetto mentale e’ quello piu’ importante, se non stai bene di testa, se non ti senti libero, carico, se non hai stimoli, non vai avanti. E’ un problema che sto riscontrando io adesso: alla mia eta’ e’ sempre complicato avere stimoli alti. L’aspetto mentale prevale, ma l’aspetto fisico e tecnico hanno il loro peso, ci sono giornate, parlo per me, in cui tecnicamente i colpi non vanno o non sono a posto, e questo va ad incidere molto nella mia prestazione.

 

Una analisi del tuo 2021, pensieri e prospettive per il 2022.

Quest’anno e’ stato un anno particolare per me, ho giocato forse il miglior tennis degli ultimi 3 anni, ma non sono riuscito ad avere dei risultati, forse per colpa mia, per colpa di tante partite perse con match point, con mille occasioni. Per esempio ho avuto un set point per andare al terzo set a Indian Wells nell’ultimo turno delle quali, ero avanti 7 break a Miami contro Misha Zverev per qualificarmi a Miami, 1 match point con Seppi, 2 match con Stakosky. Ho perso tante, troppe occasioni, e sono quelle occasioni che non puoi fallire.

L’obiettivo per il prossimo anno e’ di essere entro luglio nei 240-250, altrimenti molto probabilmente smettero’ di giocare a livello pro, cosa che non sara’ facile perche’ gia’ a gennaio difendero’ 50 punti dell’ultimo turno delle quali dell’Australian Open e una finale challenger, e quindi se non faccio risultati, scendero’ in classifica.  L’obiettivo e’ quello di rientrare nella zona qualificazione SLAM. A luglio, inoltre, mi nascera’ il secondo figlio/figlia e bisogna “darsi una mossa”: se riusciro’ a rimanere a livello alto nei Pro, e’ giusto rimanere, altrimenti e’ giusto lasciare.

A gennaio faro’ Forli’, che ospita 3 challenger uno dietro l’altro, e poi, dai risultati che ci saranno, e dal ranking che avro’, decidero’ cosa fare. Dopo tre settimane, Forli’ ospitera’ altri due challenger. Il calendario e’ ancora aperto, vedremo.

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