3 domande a … Salvatore Buzzelli

di Alessandro Perrone

Salvatore Buzzelli è uno dei massimi esperti nella metodologia dell’allenamento, ricercatore e preparatore fisico, ha inoltre inventato, elaborato e costruito gli strumenti che hanno cambiato il modo di lavorare dei professionisti dello sport.

Dal 1968 ha praticato atletica leggera e dal 1970 ha fatto parte della Nazionale Italiana di Atletica Leggera, dal 1972 al 1974 ha gareggiato nelle specialità Salto con l’asta e Decathlon per il Gruppo Sportivo Carabinieri di Bologna vincendo i Campionati Italiani di Decathlon a squadre nel 1973 (Forlì).

Il suo vissuto sportivo e di ricercatore lo ha portato a collaborare con scienziati di livello mondiale come il Dottor Kenneth H. Cooper e il Professor Carmelo Bosco oltre che a credere ciecamente nell’allenamento individualizzato e multilaterale sotto egida attentiva.

Ha allenato tennisti ai vertici delle classifiche mondiali, come Omar Camporese (ex numero 18 del mondo), Massimiliano Narducci (ex 70 ATP), Davide Scala (ex 117 ATP)

e Tathiana Garbin (ex 22 WTA e attuale Capitano di Fed Cup azzurra).

Autore di libri come “Tennis. La nuova scienza della preparazione fisica con il rivoluzionario Metodo Coordinabolico”, “Manuale fondamentale di preparazione fisica per il tennis. Principi essenziali e tendenze moderne per massimizzare la performance e vincere “ e “Sensobuzz”.

  1. Un ricordo della tua carriera di preparatore atleticoEsercito come preparatore atletico da 46 anni e naturalmente ne ho viste di cotte e di crude e di episodi particolari me ne sono capitati tantissimi.
    In genere mi ritengono uno che sa fare discretamente il suo lavoro, ma ai miei occhi gli episodi che più hanno avuto risalto e mi hanno colpito quando sono accaduti, sono quelli che poi hanno aperto strade e caratterizzato ed accresciuto la mia professionalità.
    Episodi legati alle innovazioni strumentali e metodologiche che ho introdotto e che in seguito sono state adottate da tantissimi addetti ai lavori, anche in altri sport ed anche in sede internazionale.
    Il primo episodio è relativo all’utilizzo di un metodo scientifico di valutazione, eseguito tramite analisi computerizzata di test, a cui faceva seguito l’elaborazione e la strutturazione di allenamenti specifici e personalizzati, per il tennis.
    Erano i primi anni ottanta e ricordo lo stupore degli allievi, dei Maestri di tennis, dei Preparatori e dei genitori, mentre effettuavo quei test con strumentazione elettronica (fotocellule e pedane a sensori o presse dinamometriche) per valutare le varie qualità motorie, i cui risultati venivano inseriti tramite tastiera in un elaboratore elettronico da cui uscivano in forma stampata sia grafici sia piani di allenamento.
    Una vera rivoluzione se consideriamo che i personal computer che conosciamo, hanno cominciato a circolare dopo il 1990.
    Il secondo episodio è relativo alla realizzazione del SensoBuzz e al suo utilizzo nell’allenamento fisico e mentale del tennis.
    Ricordo che alla sua prima apparizione in campo (2008), la mia allieva di allora, Tatiana Garbin , alla fine della seduta di lavoro, quando le feci notare che si era esercitata col SensoBuzz per più di un’ora, mi disse:” un’ora? Non me ne sono neanche accorta: anche se ho fatto una gran fatica, mi sono molto divertita!”.
    Da allora il SensoBuzz, oggi trasformato in un’applicazione per smartphone, è entrato di prepotenza nel l’allenamento non solo del tennis ma anche di tutti gli altri sport di situazione ed è usato da numerosi preparatori di atleti tra i migliori al mondo ( di loro mi piace ricordare Panichi con Djokovic, Fiorucci con Sonego, Cassinello con Travaglia, Ferrara con la Samsonova, Annalisa Coltorti con Alice Volpi e Daniele Garozzo (questi ultimi due, medaglie olimpiche a Tokyo 2020 nella scherma) e tanti tanti ancora).
  2. Quanto conta, secondo te, nel tennis moderno, la componente tecnica, quella fisica e quella mentale?Anche se spesso si sente dire che la testa conta più del fisico e più della tecnica, attribuendone anche valori percentuali, del tipo 50, 40, 10 in ordine di riferimento, sono dell’avviso che non si possono creare compartimenti stagni in relazione a queste caratteristiche.
    Qualunque tennista di livello le deve, anzi le possiede tutte e tre, intricate tra loro.
    La tecnica si apprende come qualunque altra tecnica e va insegnata bene e da subito, il fisico si costruisce stratificando gli allenamenti fino alla conquista di una forma fisica efficace, il che non vuol dire essere maratoneta o Hulk ma un tennista capace di stare in campo il tempo di una o più partite, esprimere buoni livelli di forza nelle sue varie declinazioni al servizio dei singoli colpi tecnici.
    La testa solitamente si possiede o va migliorata con interventi mirati sotto la guida di personale specializzato e mi riferisco ai mentalcoach.
    Insomma non basta solo la tecnica, non basta solo il fisico come non basta solo la testa.
    Laddove manca uno di questi tre elementi, avremo un discreto giocatore ma sicuramente non una eccellenza.
  3. Ci parli un po’ del tuo metodo coordinabolico?Il Metodo Coordinabolico ( che sta per: Cognitivo, Condizionale, Coordinativo e Metabolico) è un metodo di lavoro fisico sotteso ad egida mentale.
    Il tennis richiede attenzione, reazione e anticipazione per cui non si può pensare di non includere nel l’allenamento queste caratteristiche mentali e neurocinetiche.
    Partendo da quest’ultima considerazione ed in seguito alla realizzazione del SensoBuzz, ho ideato e introdotto questo metodo, secondo me esaustivo per le richieste tennistiche.
    In pratica si allenano tutte e tutte insieme, le qualità che servono al tennista per far fronte all’impegno agonistico.
    Si parte da uno stimolo sensoriale, emesso dal SensoBuzz, che evoca gesti, movimenti e spostamenti concordati con l’allenatore, che ripetuti in serie e ripetizioni con adeguati tempi di recupero e pausa, stimolano la crescita delle qualità motorie e mentali in situazione.
    Gli stimoli del SensoBuzz attraggono attenzione, poi vanno elaborati dal sistema nervoso centrale che a sua volta gestisce le risposte motorie.
    Finalmente un tutt’uno mente-corpo, sempre auspicato quasi mai contemplato negli allenamenti.
    Oggi il Metodo Coordinabolico è supportato da test specifici come i Tempi di Reazione semplici e complessi e il Sigma Test, da cui scaturiscono allenamenti personalizzati sia sulle qualità sia su quantità e intensità del lavoro da svolgere.
    Il tassello che mancava!!!
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