Ci sarà vita dopo il divino Federer?

di Andrea Lanzavecchia

Ieri a Londra, oggi a Melbourne, sempre agli ottavi di finale di uno Slam.

La storia corre e incrocia bivi che segnano il nostro sport.

Nel 2001 un semi sconosciuto Roger Federer batteva Pete Sampras, nel loro unico incontro, e al termine di 5 set si capiva che un Re aveva abdicato, e un altro, elegante ma ambizioso era lì pronto a spodestarlo.

A Melbourne, è successo, probabilmente lo stesso. Anche con un pizzico di fortuna Stefanos Tsitsipas elimina Federer e fa capire che il futuro è suo, e che per il Dio del Tennis il tramonto, anche lento, è davvero iniziato.

Mancherà a tutti Roger Federer. Sarà un tennis più povero. Mancherà a tutti vedere in un unico giocatore, tutti i colpi del nostro amato sport, effettuati con eleganza e all’apparenza in modo del tutto naturale.

C’è più tennis nel braccio di Federer che acqua nell’oceano.

Soprattutto negli ultimi 5 anni si seguiva Roger come si seguiva una rappresentazione a teatro, con le emozioni e la fortuna di essere testimoni di qualcosa di unico.

Credo che Federer addirittura poteva vincere anche più di quello che ha fatto, ma il suo smisurato talento lo ha rallentato nella tattica(spesso troppo attendista,  e troppo forte rispetto agli altri), e solo l’arrivo di Nadal lo ha spronato a migliorarsi ancora di più,e  a superare i suoi limiti.

Il Sistema lo ha aiutato spesso, aiutandolo finchè si poteva perché andasse il più avanti possibile(partite in notturna, e piccoli “privilegi” per conservarlo.

A Parigi, per lui, hanno pure velocizzato la terra per “aiutarlo” a vincere il torneo per lui più difficile.

Ci mancherà, mi mancherà, una età dell’oro sta forse finendo, ma a chi è sopravvissuto a miti come John McEnroe, Edberg, Pete Sampras sa che, sembra incredibile, ci sarà vita anche dopo Re Roger, dopo il suo ultimo, incredibile “quindici”.

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