I tre Moschettieri alla conquista del Mutua Madrid Open 2017

Diario di una giornata al Mutua Madrid Open

Il viaggio
Il giorno 6 maggio i tre moschettieri Alessandro, Fabrizio e Giulia sono partiti come destinazione Madrid, per vedere il Mutua Madrid Open 2017.
Siamo partiti dall’Aeroporto di Bergamo alle 21,20 con volo RyanAir, e siamo atterrati all’aeroporto Baracas di Madrid con 30 minuti di ritardo, alle 00,20.
Madrid e’ una città servita dalla metropolitana e dal “tram” (anche se loro lo chiamano “treno”) dalle 5,30 del mattino fino alle 00,30 di notte. Il servizio e’ ottimo, e anche non caro.
L’aeroporto ha anche un ottimo servizio di Taxy, benche’, a mio modesto parere, il costo e’ un po’ caro. Data l’ora tarda di arrivo, abbiamo preso un taxy che ci ha portato dall’Aeroporto all’albergo sito in Leganes, e ci e’ costato 50 euro, per 20-25 km di strada. E durante il tragitto si e’ anche rotto il navigatore del tassista, che almeno si e’ scusato gentilmente non appena arrivati.

L’albergo e’ un 3 stelle, il Tryp Madrid Leganes Hotel, in avenue de Universidad: un hotel molto carino, con camere confortevoli, e bagno grande con vasca-doccia. Rappporto prezzo/confort ottimale. Le hostess dell’albergo sono molto gentili e disponibili, e ci hanno accolto con il sorriso, anche se ci siamo presentati alle 1,30 di notte. Dopo una dormita, abbiamo fatto colazione in hotel (al costo di 7 euro a persona), una colazione continentale a buffet.

L’hotel e’ stato prenotato via Internet, dopo una breve ricerca, e si e’ rivelato una ottima scelta, sia dal punto della location (10 minuti dalla metro, oppure ben servita da autobus che vanno in centro a Madrid) che dal punto di vista economico (prenotando due mesi prima, abbiamo spuntato meno di 60 euro a notte).
Mattina svegli, carichi come non mai, dopo una mega colazione continentale in albergo (secondo me li ho mandati in fallimento), ci siamo incamminati per andare al torneo.
Abbiamo preso l’autobus fino a Plaza Eliptica, e poi da li’ abbiamo preso  la metropolitana fino alla fermata San Fermin-Orcasur.

Dall’uscita della metro, 10 minuti di camminata e siamo arrivati alla struttura che ospita il torneo.
Il programma di domenica prevedeva vari incontri. Il circolo e’ molto bello, il campo centrale e’ immenso, e la visuale e’ molto bella, ricorda molto quella che si vede dal centrale di wimbledon. Tutta la struttura e’ collegata con delle “strade” ed e’ possibile vedere tutti gli incontri camminando in mezzo a un viale che costeggia i campi da tennis.

Abbiamo visto, oltre ai giocatori che dovevano giocare (da Seppi a Fognini, alla Sharapova, Muguruza) anche  gli allenamenti dei campioni (da Djokovich, a Tomic, Thiem, Monfils) che nella maggior parte dei casi, si sono resi disponibili alla firma degli autografi o delle palline dopo il loro turno di allenamento.

 

 

 

 
Ritorno in hotel in metropolitana fino alla fermata “Leganes Central”, cambiando una metro,  e alla fine dopo 10 minuti  di camminata notturna, eravamo in albergo.
Dormita e poi la mattina abbiamo preso il “tram” che ci ha portato in Aeroporto per il rientro.

Il Circolo

Dal 2009 la sede in cui si svolge il Mutua Madrid Open è la Caja Mágica, progettata da Dominique Perrault.
La struttura è stata costruita per supportare la candidatura di Madrid alle Olimpiadi 2016.
Un sorprendente e moderno complesso tennistico la cui caratteristica principale è quella di disporre di tre campi in cui si possono disputare partite all’aperto e al chiuso, grazie alle sue coperture mobili.
L’impianto dispone anche di altri 10 campi da tennis con posti a sedere da dove si ha una ottima visione del gioco degli atleti. All’interno della struttura hanno preso posto tantissimi stand degli sponsor per l’acquisto di gadgets, e anche per la degustazione della ottima birra spagnola, e di un paio di ristoranti.
Il sistema di sicurezza e’ stato incrementato, dato il periodo particolare che viviamo. Perquisizione di bagagli e impossibilità di portare all’interno nè cibo ne bevande.

Consigli

Torneo sicuramente da vedere, sia per la massiccia presenza dei migliori giocatori e giocatrici del circuito (quest’anno mancava Re Roger, peccato), e quindi per l’elevato livello di gioco espresso, sia per la cordialita’ che dimostrano i giocatori nei confronti dei sostenitori.

Nella struttura ci sono tanti stand dove vendevano della ottima birra, degli hot dog “american style”, gelati e quant’altro si possa mangiare o bere in queste occasioni.

Vi e’ anche un ristorante, ma non posso esprimere giudizi, dato che non lo ho provato.

Personalmente consiglio ai buoni intenditori di Champagne, di bere un bicchiere dell’ottimo Laurent-Perrier. Un bicchiere costa 10 euro, ma ne vale la pena. Non apprezzo tanto gli champagne, ma questo ha un gusto unico, e vale la pena di assaggiarlo. Questo viaggio tennistico e’ diventato champa-tennistico.

Un saluto dai 3 moschettieri.

Alla prossima recensione.

0Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Translate »