Il Sigma Test

  Il Sigma Test

Di Salvatore Buzzelli

Il Tennis fa parte degli sport situazionali ad abilità aperte (Open Skills), dove occorre un continuo adeguamento motorio rispetto agli eventi che si determinano sul campo.

Proprio la necessità di dover far fronte ad eventi mutevoli, pone il giocatore a dover fronteggiare e risolvere in pochissimo tempo,  compiti motori e strategici per non soccombere o ancora meglio per “portare a casa” il punto.

Ecco quindi la necessità di doversi preparare atleticamente a saper leggere e reagire di conseguenza ed in maniera congrua, alle richieste che l’avversario e la sua palla, impongono.

Nella mia esperienza di Preparatore Atletico ritengo che una tappa fondamentale nella metodologia della preparazione atletica del  Tennis, sia stata l’introduzione del mio “Metodo COordinabolico” con il SensoBuzz.

Proprio perché il tennista si muove in campo a seguito di uno stimolo,  sia esso dovuto alla direzione della palla,  della sua velocità e spin, quindi in qualche percentuale anche dal rumore derivante dall’impatto di questa con la racchetta dell’avversario, o anche più semplicemente dalla posizione dell’avversario, egli è obbligato a stare attento e concentrato e in pochi attimi decodificare traiettorie e capire gli spostamenti da attuare.

L’allenamento fisico deve rispecchiare ed attenersi il più possibile a queste direttive specifiche.

Nell’allenamento col SensoBuzz, questo strumento funge da avversario, sfruttando la possibilità di  emettere diversi tipi di segnali (visivi ed acustici), che stimolando l’attenzione dell’atleta che si allena, lo obbligano ad elaborazioni mentali rapide atte a decodificare il segnale in arrivo e ad eseguire un gesto o uno spostamento,  relativo alle indicazioni preconcordate con l’allenatore.

Detta così, il metodo potrebbe sembrare semplice e banale ma in realtà non è né semplice né banale, perché un allenamento che si definisce tale, deve sottostare a regole ben precise, che sottendono al metodo scientifico.

In alternativa  si è di fronte ad esercitazioni addestranti che poco hanno a che fare con un metodo serio e credibile.

Una delle condizioni fondamentale dell’allenamento è la misurabilità del dosaggio.

Ma a sua volta la misurabilità deriva dalla valutazione funzionale dell’atleta, partendo dal principio che ciò che va bene per uno non è detto che vada bene per un altro.

Ecco quindi la necessità di individualizzare l’allenamento e programmarlo nel breve e nel lungo termine secondo le caratteristiche dell’atleta in questione e degli obiettivi che si vogliono raggiungere.

A prendere decisioni giuste, ci aiutano i “Test di Valutazione Funzionale”.

Nel caso del Tennis, servono test che individuino le capacità neuromuscolari ed organiche che però siano sostenute dalle capacità attentive.

In quest’ottica ho ideato il “Sigma Test”, unico test attualmente esistente che risponde a queste caratteristiche.

 

“Sigma Test”

E’ il test che ho ideato e messo a punto, per indagare la resistenza  specifica di un  tennista.

L’esercitazione si esegue su metà campo da tennis  organizzata come evidenziato nella figura seguente.

Il test, che si svolge effettuando spostamenti di corsa specifica in seguito ad indicazioni determinate dal SensoBuzz, coinvolge oltre alle capacià organiche e neuromuscolari, anche la capacità di attenzione e di concentrazione .

L’esaminando, seguendo il ritmo imposto dal SensoBuzz, deve spostarsi con corse a navetta (andata e ritorno)  verso  un traguardo chiamato “target”, partendo da un punto centrale chiamato “base”  e ritornarvi.

Il ritorno alla “base” deve corrispondere alla ricezione di un nuovo segnale emesso dal SensoBuzz.

I target sono cinque, e sono diposti a semicerchio alla distanza di 5,50 metri radialmente dalla “base”  e collocati in determinati punti fissi del campo da tennis.

Essi sono associati a cinque diversi segnali, che per convenzione sono stati fissati in tre visivi e due sonori.

Il test è incrementale a partire da un ritmo di emissione lento (un segnale ogni 5 sec.),  che permette all’esaminando di adattarsi al test potendosi spostare abbastanza agevolmente durante l’intervallo di tempo che intercorre tra un segnale e l’altro.

Ad ogni minuto la frequenza di emissione incrementa con conseguente adeguamento della velocità di spostamento.

Il test finisce nel momento in cui sarà manifesta   l’incapacità dell’allievo di sostenere il ritmo imposto dallo strumento .

Al verificarsi di questo evento, computando il numero dei segnali eseguiti, si otterrà  la velocità specifica raggiunta o “Tempo Critico”, ed il relativo valore indicativo del Massimo Consumo di Ossigeno (VO2max) evidenziato.

Esistono due tabelle distinte per capire l’entità del risultato: una relativa al confronto tra risultato effettivamente ottenuto in rapporto all’età e al sesso, l’altra per specificare i vari parametri individuali che si registrano al Tempo Critico.

 

Protocollo esecutivo

L’allievo si dispone in stazione eretta sulla “base” pronto ad attivarsi al primo segnale.

Quando sarà emesso il primo segnale, egli si dirigerà di corsa verso il target  corrispondente, tocca col piede lo spazio immediatamente prospiciente il “traguardo”  e con un deciso cambio di direzione senza voltare  le spalle alla rete di centrocampo, ritorna alla “base”  predisponendosi ad eseguire lo spostamento relativo al segnale successivo.

Gli spostamenti devono ricalcare la tecnica specifica di corsa, come se si stesse giocando a tennis, secondo il ritmo definito dallo strumento.

L’esecuzione corretta prevede la concatenazione dell’azione di corsa-arresto-ripartenza evitando momenti di pausa in cui si rimane fermi sulla “base”,  in attesa  del segnale successivo.

Il minuto introduttivo, serve proprio per consentire all’allievo ad adattare correttamente la velocità di spostamento al ritmo dei segnali.

Ad ogni minuto il SensoBuzz diminuisce di 0,2 secondi il ritmo di emissione, facendo sì che la velocità di spostamento debba essere incrementata..

Ad ogni segnale corrisponde uno spostamento completo andata-ritorno di 11 metri cioè  5,50  metri per andare ed altrettanti per ritornare alla “base”.

Lo strumento conta il numero delle “navette” ed il tempo totale di lavoro.

Gli errori di spostamento verso un target diverso da quello indicato, sono consentiti e verranno registrati dall’esaminatore durante l’esecuzione del test. E’ possibile anche che l’allievo si avveda dell’errore e si corregga dirigendosi  nella giusta direzione. Naturalmente gli errori provocano incertezza e titubanza nello spostamento, richiedendo all’allievo piccoli scatti per recuperare spazio e restare nel ritmo del test.

A fine test, un numero elevato di errori, si sarà concretizzato in uno sforzo suppletivo determinato dalla  sommatoria delle accelerazioni, con la conseguenza di una riduzione della capacità prestativa globale.

Il test finisce quando l’allievo, si trova ancora in prossimità di un traguardo mentre viene emesso un nuovo segnale, quindi in notevole ritardo da non riuscire più a colmare con eventuali accelerazioni di corsa.

Si registrano: il numero di corse a navetta eseguite correttamente (corrispondenti al numero riportato sul display dello strumento) oltre al computo cronologico degli eventuali errori commessi durante tutta la prova.

Per avere una valutazione attendibile della Resistenza organica, bisogna effettuare il test per almeno 5 minuti.

Va da sé che un tennista in forma esegue un numero elevato di navette facendo registrare nessuno o pochissimi errori di sequenza.

Dal valore del Tempo Critico (Tc) ottenuto, si possono creare tabelle di allenamento specifico per gli spostamenti utilizzando il SensoBuzz, che dosano con esattezza l’impegno da sostenere, a fronte dei diversi obiettivi metabolici, tenendo conto di :

  • Distanza dei target dalla base
  • Intertempi tra un segnale e l’atro
  • Numero delle ripetizioni
  • Numero delle serie
  • Numero dei set
  • Tempo di recupero
  • Tempo di pausa
  • Attività di recupero e di pausa

L’allenamento è scienza applicata e non improvvisazione e circo equestre!!!

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