Il sogno di Berrettini si infrange contro il muro Nadal in semifinale agli Australian Open

di Alessandro Perrone

Il tennista romano si arrende in semifinale degli Australian Open dopo due ore e 55 minuti di battaglia con Rafa Nadal con il punteggio di 6-3, 6-2, 3-6, 6-3 al termine di un match a due facce: i primi due set sono un dominio dello spagnolo, che surclassa l’azzurro dal lato del rovescio. Poi il numero 7 del mondo (da lunedì n.6) si rialza, ma nell’ottavo gioco del quarto parziale, cede ai colpi potenti dell’avversario.

Partita molto strana, si sentiva la tensione da parte del giocatore romano, che ha tentato di tutto per poter infrangere il muro difensivo-offensivo del maiorchino che e’ stato implacabile ed inesorabilmente concreto per tutto il match. La partita e’ stata studiata molto bene dal maiorchino, che ha puntato sul rovescio dell’avversario, colpo notoriamente piu’ debole. Il servizio poi non all’altezza delle altre partite e molti errori “non forzati” di dritto hanno portato il match dalla parte del gioctore spagnolo.

 

Partita mai in discussione, la superiorita’ tattica e tecnica era molto palese, e anche il nervosismo mentale del giocatore romano, che non ha avuto mai il tempo di imporre il suo gioco.

Rafa inizia il match alla grande, break subito e 6-3. Poi altri due break in avvio di secondo set e 6-2 per lo spagnolo, che mette le mani sulla partita.

Nadal perde il servizio per la prima volta nell’ottavo gioco, Berrettini sul suo è ingiocabile e la partita si allunga.

Berrettini inizia in maniera sempre implacabile al servizio nel quarto set, ma dall’altra parte della rete non arrivano opportunità significative per tutta la prima parte del quarto set. Sul 3-4 termina una serie di 23 punti consecutivi vinti al servizio da Berrettini, che sul 30-30 commette un grave errore di dritto dal centro, mandandolo in rete: palla break. Lo scambio che segue, sulla seconda, è durissimo e di 23 colpi, ma l’azzurro regge e alla fine è Nadal a mettere largo il rovescio. Sia la prima che il dritto, però, abbandonano il romano, che con altri due errori consegna il 3-5 al suo avversario. Pochi minuti e Nadal si regala un’altra finale Slam. Termina 6-3, 6-2, 3-6, 6-3.

I numeri della partita dicono tutto: solo 14 ace di Matteo (rispetto ai 28 della precedente partita) si fanno sentire nel risultato finale, 67% di prime che potrebbero sembrare un ottima percentuale, ma non sono bastate contro il muro dello spagnolo che sapeva ben leggere il temibile servizio del romano. Poi il 47% di punti vinti con la seconda, e gli “errori non forzati” del giocatore romano non solo di rovescio, ma anche di diritto, hanno datto la differenza.

Le statistiche della partita dicono che Nadal e’ stato superiore a tutto (tranne che per gli ace, ma il maiorchino non ha un servizio bomba da 220 Km/h), e i numeri non mentono.

A livello mentale ha gestito l’incontro come uno chef che cucina un piatto stellare, perfetto in ogni scelta strategica. Match gestito e pianificato in maniera perfetta dal team dello spagnolo

 

“Sono orgoglioso di quello che ho fatto, il mio livello sta migliorando ma credo che sia positivo avere ancora margini di crescita”, ha detto l’azzurro nella conferenza stampa post partita. “Lui ha dovuto giocare il suo miglior tennis per battermi ed è quello che fanno normalmente i grandi campioni. Oggi è stato più forte. Ora è tempo che io giochi il più possibile partite come questa per imparare e la prossima volta voglio essere pronto per affrontarle”, ha detto il tennista romano alla conferenza stampa.

Dopo la fine del match il vincitore ha elogi per il suo avversario: “Ogni anno Matteo migliora, è un giocatore che ha un grande carisma – ha detto Nadal, che se vincesse il titolo domenica conquisterebbe il 21° Slam in carriera superando Federer e Djokovic – È un bravo ragazzo. Penso abbia uno splendido futuro davanti a sè. C’è stato da combattere”.

Analizza poi l’incotro appena vinto lo spagnolo: “Ho iniziato la partita giocando alla grande – racconta – I primi due set sono stati uno dei migliori finora da molto tempo. Poi so quanto è bravo Matteo, è un giocatore molto solido, molto pericoloso. Nel terzo so che a un certo punto andrà a prendere i colpi. Ha giocato dei grandi colpi, passando un lungolinea, incredibile. Poi, sì, poi ho dovuto soffrire e volevo combattere di nuovo nel quarto. E’ l’unico modo per essere dove sono oggi. Onestamente, significa molto per me essere di nuovo in finale qui”.

Berrettini torna a casa con la terza semifinale Slam della carriera  e il nuovo best ranking: da lunedì salirà infatti al n°6 della classifica ATP, superando Andrey Rublev.

Per Rafa, invece,  sesto atto conclusivo  in quel di Melbourne,  29esima finale Major della sua carriera e soprattutto ancora in corsa per il suo 21esimo Slam.

Attendiamo la finale, e intanto un grande “in bocca al lupo” al tennista romano per la sia carriera.

 

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