Il Tie break o Lotteria del Tennis

di Claudio Palazzo e Alessandro Perrone

Cosa e’ il tie break

Il tie-break nasce per attribuire il set quando i giocatori si trovano sul punteggio di sei giochi pari: letteralmente significa “rottura della parità”. I punti al suo interno si contano secondo una numerazione tradizionale (dall’1 al 7, o oltre se necessario): vince il tie-break il giocatore che per primo arriva a 7 punti con almeno due punti di vantaggio sull’avversario.
Il giocatore che nel dodicesimo gioco del set si trova a rispondere, sarà colui che servirà il primo punto del tie-break; dopodiché i giocatori si alterneranno al servizio ogni due punti giocati, in modo tale da permettere a entrambi di servire un punto dal lato sinistro e un punto dal lato destro. Ogni sei punti giocati si procede a cambiare campo.

 

Come interpretare il tie break

Il TB si puo’ interpretare in vari modi, in base alla proprie caratteristiche, alle proprie competenze e soprattutto in base allo stato d’animo che il giocatore riesce a gestire. Il lato emozionale e’ molto piu’ accentuato durante questa parte dell’incontro, in quanto il tie break decide il set e a volte la vittoria/sconfitta in un incontro di tennis.

A livello giovanile, amatoriale anche elevato (parliamo fino al giocatore di buona classifica di terza o anche ultime “classifiche” di seconda categoria) ci sono delle differenze ben nette. Lasciamo, almeno per ora, da parte i professionisti che hanno altro modo di gestire il tie break.

A livello giovanile e’ un discorso fisico, chi sta meglio fisicamente, di solito, porta a casa il tie break: a pari livello e a pari condizione, allora diventa lotta. Difficilmente i bambini giocano il tie break in maniera diversa dal modo in cui hanno giocato in quel momento gli altri game del set; in pratica continuano a vedere il tie break come un altro game prolungato.

A livello adulto, amatoriale (quarta/terza categoria) durante il tie break un giocatore cerca sempre di spingere sul colpo che in quel momento ritiene piu’ debole dell’avversario, uscendo un po’ dagli schemi, non costruendo cose diverse, ma cercando di sfruttare quello che, in quel momento, secondo il suo punto di vista, crede sia il punto debole dell’avversario.

Mano a mano che si va su di classifica c’e’ una gestione diversa del match e il giocatore fa delle scelte in base all’avversario che ha davanti in quel particolare momento (ad esempio in base al fatto se lo vede stanco, arrabbiato, o nervoso) e adatta quindi il suo gioco a quel determinato istante di gioco.

Piu’ il giocatore e’ di livello alto, e piu’ il tie-break diventa un momento non piu’ solo di gioco fisico, ma di gioco mentale e tattico. L’aspetto intellettivo del giocatore prende il sopravvento sull’aspetto fisico-tecnico.

 

Come giocare il tie break

Nel tie-break, specialmente i punti iniziali, vanno giocati in assoluta calma sempre al di sotto delle possibilita’ massime che il giocator ha, per creare un certo margine di sicurezza, una confort-zone, dove agire.

Se si va avanti di qualche punto, non bisogna aspettare che l’avversario sbagli, ma bisogna andare a prendersi il punto, prima possibile, per non dare tempo di reazione mentale all’avversario e soprattutto per mettergli ulteriore pressione, in quanto è lui che deve recuperare il punteggio.

Il colpo determinante, durante questo parte del gioco, e’ sicuramente il servizio: chi ha il servizio migliore, alla fine, riesce a fare quei 2-3 punti in piu’ che magari gli consentono di vincere il tie break.

Anche la risposta al servizio puo’ essere considerato un colpo determinante durante il gioco del tie breal: la risposta piu’ ovvia e’ quella profonda in mezzo ai piedi, piuttosto che giocare angolato, in quanto se il colpo non viene eseguito in maniera perfetto, si rischia che l’avversario ne approfitti e possa attaccare: e’ meglio giocare sempre in zone Neutrali.

Non conviene snaturare la propria natura, per esempio se uno ha sempre fatto i games precedenti sempre da fondocampo, e’ inutile che si forza in un gioco a rete, perche’ sicuramente non sarà pronto e preparato a fare il punto.

Bisogna continuare a fare il proprio gioco, ma diversificando le scelte rispetto al match, cioè se prima si giocava teso, adesso bisogna rallentare o giocare al 80% di velocita’, se prima si giocava lento, provare ogni tanto a velocizzare la palla, se l’avversario si muove male negli spostamenti in avanti, chiamarlo a rete per poi fargli un passante.

Fondamentale e’ prendere in mano l’iniziativa con atteggiamento del corpo che deve dire “io adesso comando e tu subisci”, non avere un messaggio corporale abbacchiato o spento, bisogna sempre farsi vedere pronti e reattivi dando la sensazione al tuo avversario di essere sempre pronto (“Questo tie break e’ mio, lo vinco io”) con atteggiamento dinamico, sempre con movimento sui piedi e non aspettare che l’avversario faccia il suo gioco.

Durante la pausa del cambio campo (che nel tie-break avviene ogni 6 punti giocati) e’ fondamentale usare in maniera intelligente il tempo che ci vuole per cambiare il campo, bisogna idratarsi, ma soprattutto bisogna pensare a una strategia per i prossimi punti, ricreare i movimenti e la tattica nella mente, al fine poi di applicarla nei successivi scambi.

Una cosa fondamentale, il giocatore/coppia che ha battuto per primo nel tie-break è ribattitore nel primo gioco della partita successiva. Quindi batterà, nel primo gioco del set successivo, quello che NON ha iniziato a servire nel tie-break, poichè il tie-break conta come game.

 

Curiosità sul Tie Break

Nel tennis, il concetto di tie-break venne inventato da Jimmy Van Alen nel 1965 e venne introdotto nel torneo degli Open degli Stati Uniti nel 1970 dopo esser stato sperimentato a Newport. In origine il vincitore del tie-break era il primo giocatore a raggiungere i 5 punti.

Nel 1971 venne introdotto anche al torneo di Wimbledon dove veniva giocato in tutti i set tranne l’ultimo quando si raggiungeva l’8-8.

Il tie-break è stato introdotto nel 1973 al fine di contenere la durata degli incontri che rischiava di protrarsi eccessivamente. Tuttavia la tradizione di non disputare il tie-break è stata mantenuta in alcuni casi: il cosiddetto jeu decisif, infatti, non si disputa, ad oggi, nel quinto set degli incontri dei tre tornei Roland Garros, Australian Open e Wimbledon e nei giochi olimpici di tennis.

Dal 1976 si disputa per aggiudicare un set quando i giocatori si trovano sul punteggio di sei giochi pari.

Agli Australian Open e al Roland Garros il tie-break nel set finale si disputa solo nelle partite di doppio.

La Coppa Davis ha introdotto dal 2016 il tie-break al quinto e dopo lo US Open sarà la seconda manifestazione tra le maggiori ad utilizzarlo.

Lo Slam londinese segue le orme dell’Us Open e introduce a partire dal 2019 il tie-break al quinto set quando una partita raggiungerà il 12-12. In quello a stelle e strisce ci si ferma al 6-6. Australian Open e Roland Garros resteranno, quindi, gli unici due tornei del Grande Slam a lasciare in vigore la regola del doppio game di vantaggio per la chiusura di un match.

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