Il torneo numero 1 al numero 1: Djokovic conquista l’erba di Wimbledon

di Alessandro Perrone

Epilogo migliore non si sarebbe mai potuto avere per la finale del torneo di Wimbledon: il numero uno del seeding, il serbo Novak Djokovic,  contro il vincitore dei Queens la settimana scorsa, l’italiano Matteo Berrettini.

Purtroppo per i tifosi italiani, è Novak Djokovic il campione di Wimbledon. Il tennista serbo ha sconfitto infatti il nostro portacolori in 4 set (6-7, 6-4, 6-4, 6-3), dopo una battaglia di 3 ore e 23′. Per il serbo si tratta del terzo Wimbledon consecutivo, del sesto titolo a Londra, ma soprattutto del 20esimo Slam e raggiunge così Federer e Nadal nel computo degli SLAM vinti.

Sembra incredibile, ma 60 SLAM vinti da  3 persone significa un dominio pressocche’ “assoluto” negli ultimi 20 anni dei 3 in  questo splendido sport.

Il campione serbo si dimostra per l’ennesima volta un cannibile in partite come questa: tenuta mentale e una condizione fisica come nessuno nel circuito sembra essere il segreto di questo straordinario atleta. Un Berrettini al 130%, almeno per ora, non puo’ nulla contro questo straordinario atleta. Probabilmente l’unico che avrebbe potuto provare a battere il serbo era proprio l’italiano che ha dimostrato di essere a suo agio sull’erba londinese.

Per il numero uno del mondo, però, è stata tutt’altro che una passeggiata. Se n’è reso conto subito, all’inizio del primo set, che sembrava essersi messo in tasca quando si è portato sul 5-2: Berrettini è riuscito a rimontare e battere Djokovic al tie-break. Il resto della partita, però, ha sancito la superiorità del serbo: Nole ha cambiato marcia alzando il livello del suo tennis, e la differenza, anche se minima, tra i due giocatori si e’ vista.

Nel secondo Djokovic cambia marcia. La partenza del serbo è sprint: quattro giochi di fila e mini fuga sul 0-4. Berrettini non vuole lasciare scappare via il parziale troppo velocemnte e riesce anche a recuperare uno dei due break di svantaggio. Nole però, dopo aver fallito la prima chance per chiudere il set, alla seconda occasione, chiude senza troppe difficoltà con il punteggio di 4-6.

Il terzo si apre nel segno del numero uno del mondo che, dopo appena due game, piazza la zampata vincente per allungare. Anche in questo set è lui a fare partita di testa. Il parziale si gioca sui turni di servizio del serbo che lascia solo le briciole al tennista romano, mai davvero vicino al break. Terzo set va dunque a Djokovic con il punteggio di 4-6

Nel quarto parziale, ancor più che nei precedenti i servizi fanno da padrone. Infatti non si vede l’ombra di palle break fino al settimo gioco, quando Djokovic alza il livello e si guadagna un’occasione per “breakkare” l’avversario. Berrettini, con un sanguinoso doppio fallo, si consegna al numero uno del mondo, 3-4 e servizio per il serbo. Matteo prova anche la reazione nel game successivo, ma dall’altra parte c’e’ uno che non sbaglia mai, anzi, erge un muro insormontabile che il giocatore azzurro non riesce a scardinare. Nole così vola sul 3-5. Sicuro di poter servire per il match, Djokovic si sente di rischiare qualcosa in più in risposta nel nono gioco. e riesce ad arrivareper  ben tre volte al match point: l’italiano riesce ad annullarne due da grande giocatore, ma alla terza è costretto a capitolare.

L’esperienza di 30 finali SLAM, la capacita’ di rimanere sempre sul gioco, anche se con il tifo contro, la capacita’ unica di Novak di leggere il servizio dell’avversario e di arrivare sempre sulle palle, anche quelle impossibili da rispondere, hanno fatto la differenza.

Poco da fare per Matteo che non ha nulla da rimproverarsi.

Il serbo ha strappato per ben sei volte il game di servizio a Berrettini, un risultato al quale gli avversari incontrati fino alla semifinale non si sono mai nemmeno avvicinati.

“È stata più di una battaglia. È stata durissima, ma sono sicuro che ha una carriera davanti a lui. Ha il martello al posto del braccio, ho ancora i segni sulla pelle”, ha detto Djokovic parlando della sfida con l’azzurro. Poi ha aggiunto: “Sto realizzando i miei sogni di bambino, apprezzo ogni momento. 20 Slam come Roger e Rafa? Devo tanto a loro, nessuno di noi vuole fermarsi. Sono i due migliori giocatori che abbia mai affrontato e la ragione per cui sono qui adesso sono loro. Mi hanno insegnato tutto, dal punto di vista tattico, fisico e mentale. Quando perdevo regolarmente nei primi anni ho imparato tanto, da quel momento è iniziato un viaggio che non voglio fermare qui. Spero di fare il Grande Slam”

“È una sensazione incredibile, troppe cose da poter gestire in una volta. Nole è stato più bravo di me anche in questo, sta scrivendo la storia di questo sport. Sono contento per questa finale, spero non sarà l’ultima. È un onore essere qui, ho avuto grandi sensazioni. Ci voleva quel passo in più. Complimenti al team di Novak, vincono tantissimo. È stato un lungo viaggio, questo non è una fine ma un inizio di carriera. Continueremo a provarci”. Queste le parole dell’Azzurro dopo il match.
Un match incredibile, caratterizzato da pochi errori forzati, e tanti punti conquistati: questo serbo e’ un alieno venuto dallo spazio. Sembra incredibile come riesca ad arrivare sempre agli appuntamenti importanti in condizioni fisiche eccellenti, e non fallire, quasi mai, la vittoria.
Djokovic, vincendo Wimbledon 2021, si aggiudica  1.979.979 euro (contro i 2.630.813 euro del 2019, -24,7%): Berrettini, invece, guadagna 1.048.224 euro e 1300 punti ATP che lo porteranno, lunedi’ a scavalcare Roger Federer all’ottavo posto del seeding.

Nel giorno di Berrettini non può, però, passare inosservata l’impresa di Novak Djokovic: al suo sesto Wimbledon, ha raggiunto l’incredibile traguardo dei 20 grandi tornei vinti, dove lo aspettavano Federer e Nadal. Ad agosto si va a New York per giocare gli U.S Open: se Nole dovesse vincere non solo supererebbe gli altri due, ma completerebbe la quadruplice corona nella stessa stagione. L’ultimo a farlo fu Rod Laver nel 1969, ma erano altri tempi, dove 3 su 4 tornei si giocavano sull’erba, mentre ora si gioca praticamente su 4 superfici diverse.

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