Intervista a ….. Lucrezia Marziale

Di Adamo Recchia

Abbiamo incontrato Lucrezia Marziale giornalista di Supertennis la testata della Federazione.

Per una romana doc come lei la terra rossa risulta essere la superficie migliore e storica per la nostra cultura tennistica.

Lucrezia ci ha raccontato di come è passata dal nuoto al tennis e di come è entrata nel mondo del nostro sport.

Dopo un master in giornalismo entra in Sky dove impara l’arte e la mette da parte ed entra in Supertennis nel 2018.

La redazione è un ambiente ideale per Lucrezia che trova collaborazione e sintonia con i colleghi lavorando nel Tennis che è anche la sua grande passione.

Raccontaci qualcosa di Te dove sei nata dove sei cresciuta

Sono nata e cresciuta a Roma nonostante nelle vene mi scorra sangue un po’ da tutto il mondo – dalla Russia alla Francia passando per la Grecia. Quando ero piccola sognavo di “condurre il telegiornale” perché mi sembrava la giusta sintesi tra il desiderio di scrivere e quello di fare l’attrice. Fantasie di una bambina, in parte realizzate. Sono figlia unica ma ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia che – per quanto non numerosa e poco convenzionale– mi ha sempre supportato e soprattutto sopportato. E per tutto il resto ci sono sempre stati gli amici, umani o animali che fossero.

Come nasce la passione per il tennis

E’ nata per caso. Ho praticato nuoto per molti anni, anche a livello agonistico. Eppure non lo amavo per nulla così a 14 anni, dopo qualche pianto unito alla supplica, convinsi mio padre che era arrivato il momento di smettere. L’unica condizione che mise era che scegliessi un altro sport.  E così, probabilmente condizionata anche da mia madre che riteneva il tennis “la disciplina sportiva più elegante”, optai per la racchetta. Fu amore a prima vista. O per meglio dire a primo colpo. Era il 2005 e in camera il poster di non ricordo quale cantante fu sostituito da quello di Rafael Nadal.

Sei una giornalista di SuperTennis come Ti trovi

Collaboro con SuperTennis dal 2018. Ho cominciato con un programma che si occupava prettamente dell’attività del territorio poi dal 2020 sono passata anche alla conduzione del Today. E’ un ambiente giovane e molto stimolante. C’è una bella sinergia che unita al momento d’oro che sta vivendo il nostro tennis, rende entusiasmante ogni settimana lavorativa

Dove è iniziata la Tua gavetta giornalistica

Dopo un master di giornalismo, ho iniziato con uno stage a Sky Sport 24. Mi sono così trasferita a Milano e alla fine dopo i 6 mesi di stage, ho ottenuto il mio primo contratto da praticante a tempo determinato. In quei 9 mesi ho imparato le basi: il montaggio dei servizi, la scelta delle immagini, lo “spillolamento” di un’intervista o di una conferenza stampa oltre che la redazione di una scaletta televisiva e le basi del coordinamento giornalistico in regia. Tornata a Roma ho cominciato la collaborazione con SuperTennis ma per altre due estati sono tornata come sostituzione estiva a Sky Sport 24. L’ultimo anno, nell’estate del 2019, ho avuto le prime esperienze come conduttrice del TG.

 

Se un giovane volesse iniziare la strada per giornalistica tennistico che consigli gli daresti

Di trovare innanzitutto un posto dove fare esperienza: redazione giornalistica, radio, blog, pagina social… va bene qualunque contenitore purché sia vivo. E poi di unire alla passione prettamente tennistica anche le giuste competenze. Oggigiorno a un giornalista si richiede di saper fare quasi tutto: dalla scrittura al montaggio, dal sapere stare davanti la telecamera al saper fare delle riprese. E infine – ma non meno importante – di crearsi una rete di contatti e di cercare di avere rapporti diretti con gli addetti ai lavori. D’altronde cosa c’è di più importante delle fonti per un giornalista?

Federer secondo Te sarà il suo ultimo anno

Per molti Federer è l’incarnazione stessa del tennis e sicuramente il suo ritiro traccerà una linea di demarcazione tra il prima e il dopo di lui. Non so davvero dire se questo sarà il suo ultimo anno, credo che molto dipenderà dai risultati che otterrà. E parlo soprattutto delle Olimpiadi. La medaglia d’oro in singolare potrebbe rappresentare quell’ultimo traguardo che renderebbe perfetta una carriera che è già divina. Ma sono solo supposizioni.

Poco prima che iniziasse il 250 di Doha ho scritto un servizio sul suo ritorno il cui incipit era “Chissà se anche i grandi hanno paura. Se dietro a quel numero 1 che li ha accompagnati per una vita c’è la paura del tempo che passa. Se sia di più l’incoscienza o la consapevolezza. E se l’aspettativa possa far vacillare entrambi”.

Dopo averlo visto a Doha mi trovo concorde con chi dice che Federer continuerà a giocare sino a quando si divertirà in campo.

 

Tennis maschile e femminile quali sono le principali differenze secondo Te

Al  netto delle fondamentali differenze biomeccaniche tra uomini e donne, probabilmente il tennis femminile negli ultimi anni ha risentito della mancanze di grandi rivalità che da sempre infiammano gli appassionati, in qualunque sport. Ma qualcosa sta cambiando. Intanto abbiamo un grandissimo personaggio come Naomi Osaka la cui influenza fuori dal campo oggi è pari se non maggiore a quella di Serena Williams. E che in campo si va sempre più affermando come una dominatrice del circuito. Credo davvero che il tennis femminile abbia trovato in lei un volto potentissimo, di quelli che possono accrescere di molto l’attenzione del grande pubblico. Vedremo se tra le tante altre giovani interessanti ci sarà qualcuna in grado di porle il guanto della sfida. Io personalmente non vedo l’ora.

Il tennis maschile si avvia invece a un processo per certi versi inverso. Ma anche questo è un bene. Io ad esempio sono cresciuta tennisticamente nell’epoca dei tre dominatori. Un’epoca in cui l’esito dei tornei era praticamente quasi sempre una questione tra loro. La presenza di un gruppo di next gen e post next gen così nutrito, forte e stilisticamente vario unito all’inevitabile seppur gradualissima e non simultanea uscita di scena dei big 3, aprirà nuovi ed entusiasmanti scenari. “There’s a wind of change”…

Rovescio bimane e rovescio ad una mano quale preferisci e perché

Il rovescio a una mano è da molti considerato “l’essenza stilistica del tennis”. Non sono così assolutista ma è sicuramente un colpo dal fascino senza tempo. Solitamente si accompagna a personalità tennistiche dal gioco creativo: una vera firma d’artista che incanta gli occhi. Ma non possiamo negare l’efficacia sostanziale di alcuni rovesci bimani. Lo so, non ho risposto alla domanda. O forse sì.

 

Quali superfici prediligi e perché

Da romana cresciuta a due passi dal Foro Italico, non posso che dire la terra rossa. Nel mio immaginario è il colore, l’odore e la consistenza che associo al tennis. Ma la forza del tennis italiano è stata quella di riuscire a diversificare le superfici e di permettere ai tennisti sin da giovanissimi di allenarsi sul veloce. Superficie su cui si giocano la maggior parte dei tornei.

Come giudichi l’attuale momento del tennis italiano sia maschile  che femminile

22 marzo 2021: una data storica per il tennis azzurro. Per la prima volta abbiamo nove italiani tra i primi 100 del mondo. E ben due sono under 20: un primato quest’ultimo che solo il nostro paese può vantare. E’ davvero un momento d’oro, un rinascimento… che lo si chiami come si voglia. Non dobbiamo però incappare nell’errore di essere ingordi. Bisogna avere pazienza e sapere aspettare che i più giovani abbiano il tempo di crescere e questo vuol dire anche saper accettare anche le sconfitte “premature”. E poi c’è il nostro top10 Berrettini che speriamo si rimetta al più presto dall’infortunio patito all’addome, Fabio Fognini ancora prontissimo a dire la sua e poi ancora Sonego, Travaglia, Caruso, Cecchinato, Seppi e tanti tanti altri ottimi giocatori che possono regalarci ogni settimana nuove soddisfazioni.

Credo che con pazienza arriveranno anche bei risultati nel femminile. In top100 abbiamo Camila Giorgi il cui valore è innegabile e Martina Trevisan, che nel 2020 ha scritto una delle pagine più belle del Roland Garros. A inizio anno poi abbiamo toccato con mano quanto ancora  sia competitiva Sara Errani. E secondo me sono pronte a prendersi la scena anche Jasmine Paolini ed Elisabetta Cocciaretto, hanno entrambe il carattere giusto.

Volandri al posto di Barazzutti Ti trova d’accordo come decisione

Credo che dobbiamo essere infinitamente grati a Corrado Barazzutti per il prezioso lavoro fatto in questi lunghi anni. E al tempo stesso dobbiamo fare i migliori auguri a Filippo Volandri.  Ha tutte le carte in regola per essere un grande capitano.

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