La Pedana di Bosco

di Salvatore Buzzelli
Da sempre la forza muscolare è stata verificata attraverso mezzi diretti (ad esempio dinamometri, o il sollevamento di carichi) e/o indiretti (es. il lancio di un attrezzo, numero di ripetizioni di un esercizio, ecc…).
La ricerca Scientifica ha certificato che la forza di un individuo è direttamente proporzionale alla sua capacità di salto verticale quindi questo gesto atletico è stato utilizzato come test indiretto della forza già a partire dalla fine dell’Ottocento, anni in cui sono iniziati i primi studi di biomeccanica (da Marais); in seguito questo test fu standardizzato  da uno studioso, T. Sargent (1922), da cui  deriva la sua denominazione : Sergeant Test
Il Sergeant   Test  si sviluppa in tre fasi: dapprima l’esaminando si affianca ad una parete in posizione eretta con uno dei due arti superiori teso verso l’alto per evidenziare e misurare sulla parete stessa, il punto di maggiore altezza da terra.
Immediatamente dopo esegue un salto verticale, cercando di impiegare la massima energia, in modo da arrivare a toccare con una mano il punto bsulla parete più in alto possibile, che viene evidenziato dall’impronta lasciata dalle dita. Infine si misura la differenza che c’è tra i due punti evidenziati,  venendo in tal modo a determinare la capacità di salto; in base al risultato differenziale ottenuto è possibile avere una misurazione indiretta della forza  impiegata dagli arti inferiori.
 Nel tempo, la valutazione del  test di salto verticale si è raffinata passando per tecniche di rilevamento sempre più evolute  (es. il test di Abalakov che utilizzava una fettuccia metrica legata alla cintura di chi saltava) fino  all’utilizzo della Pedana a Conduttanza che misura il tempo di volo del salto verticale.
Obiettivo finale è sempre quello di determinare lo spostamento verso l’alto del centro di massa o baricentro.
La Pedana a Conduttanza   per la valutazione della forza e di tutte le sue derivate o coadiuvanti, fu introdotta dal prof. C. Bosco (da cui anche il test omonimo) intorno al 1980 e consiste in un tappetino fornito di sensori che hanno la funzione di interruttore on-off collegato ad un timer azionato dal soggetto che ci salta sopra.
Il Test di Bosco prevede una serie di esercizi di salto verticale, per poter meglio identificare i parametri che influenzano la forza (capacità di reclutamento dei vari tipi di fibre, elasticità muscolare, coordinazione neuromuscolare, potenza meccanica, ecc…).
Uno strumento semplice ma importantissimo che dovrebbe far parte della dotazione strumentale di ogni preparatore atletico che si rispetti.
Per questo motivo ho voluto dotare il mio SENSOBUZZ, di una minipedana che si collega attraverso un filo elettrico all’ingresso input  dello strumento, per poter effettuare anche i comuni test di forza per gli arti inferiori.

Attraverso i tempi fatti registrare dalla pressione sulla pedana, quindi il tempo di volo e il tempo di contatto, si possono calcolare sia l’altezza del salto (1,226 x T volo al quadrato), sia la forza applicata (Velocita’ di stacco x massa del soggetto) /  (T di spinta), sia potenza meccanica prodotta  (g²  x T volo  x T (volo + contatto)) / (4  x  T contatto).
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