Professione Giocatore: Le regole d’oro – parte seconda

di Attilio Galvani

 

Proseguiamo ora con altre favole tramandate dai giocatori sulle regole di tennis.

La prima che mi viene in mente, probabilmente la più vecchia (già se ne parlava ai miei tempi), parla della precedenza delle coppe sui tornei.

Spesso i giocatori iscritti ad un torneo (in realtà anche a 3 nella stessa settimana, ma mi è capitato un under 16 che ne aveva 4 e pretendeva che gli organizzassi l’orario del giorno dopo in base ai risultati degli altri incontri che stava per andare a disputare……) pensano sia loro diritto non giocare quando sono impegnati in incontri di campionato.

Calcolando che nei tornei si può sfoltire più incontri possibili solo il sabato pomeriggio e la domenica e visto che poi in settimana tutti hanno problemi scolastici o di lavoro, o entrambi nei casi dei giovanili, è evidente che il problema è notevole.

Pensate agli under che il sabato pomeriggio hanno la coppa di categoria e che la domenica hanno la serie D (oggi molti circoli fanno giocare le serie minori ai  bambini per fargli fare esperienza) e ditemi voi cosa dovrebbe fare il Giudice Arbitro se già in partenza nei giorni migliori della settimana stiamo fermi ad aspettare, con campi vuoti e pochissime partite programmate.

 

Questa regola invocata e pretesa dai giocatori NON  ESISTE

Parliamo ora della puntualità, questa sconosciuta.

Quante cosa si raccontano sull’argomento, ovviamente ignorando totalmente le regole trasformate al proprio servizio secondo cui si ha diritto ad un ritardo di 15 minuti.

Questo “diritto” in realtà poi si dilata tranquillamente alla mezz’ora e anche più.

In realtà basterebbe andare sul regolamento RTS articolo 45 – puntualità che recita:

  1. L’orario ufficiale è quello dato dall’orologio del Giudice arbitro.
  2. Al loro primo incontro della competizione i concorrenti devono farsi identificare, presentandosi almeno dieci minuti prima dell’orario fissato per l’incontro, ed a tale scopo debbono esibire la tessera federale ed un documento di riconoscimento al Giudice arbitro.
  3. Il giocatore che non sia pronto per giocare all’orario stabilito dal Giudice arbitro, ovvero al momento in cui il suo incontro viene chiamato, viene escluso dalla gara.
  4. Se il ritardo del giocatore non supera i dieci minuti, quando la sua eliminazione sia di grave detrimento per il torneo, può essere ammesso a giocare a discrezione del Giudice arbitro; in tale ipotesi, il Giudice arbitro infligge al giocatore il provvedimento dell’ammonizione.

Bene, sembra che non si parli per niente della famosa nonchè storica regola dei 15 minuti di ritardo consentiti dal regolamento e che i giocatori sfruttano benissimo ben oltre gli stessi termini da loro citati, spesso arriviamo alla mezz’ora e più, ma va detto che spesso gli stessi Giudici Arbitri non lo sanno e a tale scopo ricordo che 3 anni fa a una mia domanda sull’argomento una giocatrice (G.A. in carica) parlò tranquillamente di 30 minuti ammessi….).

Questa regola invocata e pretesa dai giocatori NON  ESISTE

In precedenza avevo parlato della possibilità di disputare più tornei nella stessa settimana. Bene questo si è previsto dal regolamento ma bisogna spiegare che la regola non finisce qui:

bisogna essere in grado di potersi gestire le disponibilità allo scopo di non danneggiare nessuno dei tornei ai quali ci si è iscritti con ritiri senza giustificato motivo che comportano provvedimenti disciplinari.

Non si può pretendere dai Giudici Arbitri l’orario ad personam perché impegnati altrove, è chiaro che faranno il possibile per combinare gli orari tra di loro, ma sappiamo che se non si può accontentare sempre i giocatori senza danneggiare il torneo stesso tanto che non si può giustificare il ritiro da un torneo perché in orario in un altro in quanto questa risulta una aggravante

Questa regola invocata e pretesa dai giocatori ESISTE MA NON COME VIENE INTESA DAI GIOCATORI

PENSIERO

Questo è solo un breve riassunto delle favole o consuetudini che i giocatori hanno appreso e modificato a proprio vantaggio nel corso degli anni tanto da farle diventare regole che regole non sono con le quali i Giudici Arbitri sono costretti a confrontarsi con persone che convinte di avere ragione e di dover difendere i loro diritti spesso travalicano i limiti dell’educazione e del rispetto.

Credo che conoscere un po’ meglio le regole del gioco aiuterebbe a mantenere meglio il rispetto tra giocatori e Giudici Arbitri, in fondo basterebbe ogni tanto leggerle in fondo noi che abbiamo la patente di guida dobbiamo conoscere il codice della strada, perché chi gioca a tennis le regole non le deve conoscere e se le inventa lui?

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